Iran, Monti (Edison): Gnl dal Qatar in arrivo a marzo ma il nodo è Hormuz

Nicola Monti, ceo di Edison, dice che sono “in contatto costante con QatarEnergy, che si è sempre dimostrato essere un fornitore molto affidabile. Non siamo a conoscenza di danni all’infrastruttura. Piuttosto riteniamo che sia un tema di partenza delle navi metaniere per problemi di sicurezza. L’impianto di produzione ha una capacità di stoccaggio di gas liquefatto limitata, poi se le navi non partono è necessario fermarlo”. Nel colloquio con Il Corriere della Sera spiega che ha produzione è interrotta: “Per il momento sì, in via cautelativa, a causa del pericolo nello Stretto di Hormuz da dove le metaniere devono uscire. Ma questo non significa che nelle prossime settimane di fine inverno il gas non arriverà”. Perché “proprio per ragioni di sicurezza le navi di Qatar Energy da circa due anni a questa parte non passano più dal Canale di Suez, ma fanno il giro lungo al largo del Capo di Buona Speranza. Al momento abbiamo cinque navi già in viaggio, dirette al rigassificatore di Rovigo, dove in base al contratto ‘Delivery ex Ship’ (consegna a destinazione, il che vuol dire che è il produttore che si occupa della consegna a un preciso terminale) sono previste in arrivo nel mese di marzo. Sono carichi che valgono circa 600 milioni di metri cubi”.

Monti spiega poi che Edison importa molto gas: “Edison ha un contratto di lungo termine partito nel 2009 e che scade nel 2034 dal valore di 6,4 miliardi di metri cubi di gas all’anno. Si tratta di circa il 12% dei consumi nazionali”. E ancora sull’eventuale carenza di gas: “Dal Qatar è presto per dirlo. Lo sapremo nei prossimi giorni se le navi non potranno partire. Ma questo non vuol dire che mancheranno dei volumi. Possibili azioni di mitigazione possono essere intraprese sia da parte del nostro partner, se ci sono le condizioni, sia da Edison. Qualora il blocco persista potremmo ricorrere alla flessibilità del nostro portafoglio o studiare opzioni alternative”.