Iran, Mutti (Centromarca): Se guerra è lunga serve intervento strutturale governo

“Le aziende possono assorbire lo choc energetico per qualche settimana”. Lo dice Francesco Mutti, presidente di Centromarca, l’associazione che riunisce l’industria di marca italiana, in un’intervista a La Stampa. “Se però la crisi dovesse protrarsi, sarà necessario un intervento strutturale del governo”, aggiunge. Il rischio, per Mutti, è una nuova spirale inflazionistica: “Il rischio c’è. Non tanto per le quotazioni del petrolio schizzate in questi giorni, quanto per la possibilità che il prezzo non rientri nelle prossime settimane. Se la tensione restasse elevata a lungo, la pressione economica diventerebbe difficile da sostenere”. La situazione porta alla crisi energetica seguita alla guerra in Ucraina: “È vero. Non avrei mai immaginato che a quattro anni di distanza l’invasione dell’Ucraina fosse ancora in corso. La situazione in Iran potrebbe essere diversa: non è una guerra di conquista e per ora nessuno ha preso apertamente le difese di Teheran come accadde con Kiev. Questo lascia sperare in una durata più breve del conflitto”.

Mutti poi torna a parlare della ‘tenuta’ delle imprese: “La prima settimana si assorbe. Ma se la crisi dura di più, il prezzo dei trasporti e dei noli marittimi, sia in entrata che in uscita, è destinato ad aumentare. E quei costi inevitabilmente si riversano sull’economia reale e sulle dinamiche inflazionistiche”. Quindi sui consumatori: “In realtà, la capacità di trasferire a valle i costi è limitata. Nel 2022-2023 le imprese hanno visto ridursi i margini proprio perché non potevano ribaltare tutti i costi sui prezzi. Sugli scaffali c’è una concorrenza fortissima e il consumatore penalizza subito chi prova ad avere extramargini”.