“Innanzitutto vorrei porre una questione di metodo per quanto riguarda l’approccio degli Stati Uniti. Un negoziato del genere non si conduce sulla base dei capricci del momento. Occorre mettere in campo profondi conoscitori del nucleare e del programma missilistico, preservando politicamente i vertici dell’amministrazione. Trump ha paracadutato Vance in Pakistan a trattare. Obama non ha mai inviato allo sbaraglio Biden. Inoltre, Trump ha licenziato i migliori esperti di Iran che avevamo nell’intelligence e nel dipartimento di Stato”. Lo dice Samantha Power, membro del Consiglio di sicurezza nazionale dal 2009 al 2013 e poi ambasciatrice alle Nazioni Unite dal 2013 al 2017, successivamente con Joe Biden direttrice di UsAid, l’Agenzia degli Stati Uniti per lo Sviluppo internazionale. Ci è rimasta dal 2021 al 20 gennaio 2025, il primo giorno da presidente di Donald Trump che ha subito cancellato l’Agenzia con un ordine esecutivo. In un colloquio con il Corriere della Sera aggiunge: “Secondo punto: per raggiungere un accordo stabile serve un largo coinvolgimento internazionale. Il protocollo del 2015 con l’Iran è stato firmato non solo dagli Usa, ma anche da Russia, Cina, Regno Unito, Francia, Germania, più Unione europea. Adesso Trump pensa di poter fare tutto da solo, ma è chiaro che ha meno leve nei confronti di Teheran. In conclusione: mi aspetto un accordo decisamente peggiore e più precario rispetto a quello del 2015. Per esempio, non penso che verrà introdotto un robusto sistema di controllo sugli impianti nucleari o sulle quantità di uranio arricchito. Ma, naturalmente, il presidente lo presenterà come il migliore della Storia”.
Per Power l’Iran rinuncerà mai a costruire la bomba atomica: “Non credo. L’Iran ha subito danni enormi. Le sue infrastrutture sono state distrutte. Gli iraniani hanno visto bambini uccisi in una scuola colpita dai bombardamenti. Gran parte dell’opinione pubblica iraniana, anche se disprezza il regime di Teheran, è ora contro gli Stati Uniti. In questo clima, al di là di ciò che potrà prevedere un’intesa, è difficile immaginare che la leadership del Paese voglia rinunciare al deterrente nucleare. L’esempio che fa scuola è quello della Corea del Nord. Va però anche detto che nell’élite di Teheran c’è chi, invece, ritiene che si possa usare il blocco di Hormuz come deterrenza. C’è una discussione interna in corso. Vedremo”.
Samantha Power, 55 anni, è stata una figura chiave nell’amministrazione Obama: ha fatto parte del Consiglio di sicurezza nazionale dal 2009 al 2013 e poi è stata ambasciatrice alle Nazioni Unite dal 2013 al 2017. Anche Joe Biden le ha affidato un incarico di rilievo: direttrice di UsAid, l’Agenzia degli Stati Uniti per lo Sviluppo internazionale. Ci è rimasta dal 2021 al 20 gennaio 2025, il primo giorno da presidente di Donald Trump che ha subito cancellato l’Agenzia con un ordine esecutivo.