“Il presidente americano firmerà un’intesa sicuramente peggiore, rispetto a quella sul nucleare del 2015”. Lo dice l’ambasciatore americano Ivo Daalder, 66 anni, rappresentante degli Usa alla Nato dal 2009 al 2013 per conto di Barack Obama. Daalder, che è stato anche il direttore per gli affari europei nel Consiglio di sicurezza nazionale con Bill Clinton alla Casa Bianca, aggiunge a Il Corriere della Sera: “l segretario di Stato Marco Rubio ha sostanzialmente confermato che il primo obiettivo è terminare la guerra e riaprire lo Stretto di Hormuz. Poi si dovrebbe discutere di nucleare. Se così stanno le cose, noi americani abbiamo abbandonato le nostre linee rosse; gli iraniani no. Trump ha iniziato la guerra, dichiarando che la questione nucleare andava risolta rimuovendo l’uranio arricchito e distruggendo gli impianti. Ma tutto ciò non compare nell’accordo preliminare e non sappiamo se, e in quali termini, farà parte dell’intesa finale. L’unico elemento certo è che lo Stretto verrà riaperto e l’Iran potrà vendere il suo petrolio liberamente sul mercato. È una grande concessione. Dopodiché Teheran ha circoscritto il perimetro della trattativa: nucleare e cancellazione delle sanzioni economiche. Nessuna discussione sui missili a lunga gittata o sulle formazioni fiancheggiatrici, Hezbollah e il resto”. Trump il 28 febbraio scorso “ha commesso un grave errore e penso che se ne sia reso conto quasi subito, diciamo da marzo in poi. Da allora sta cercando di venirne fuori, ma ha messo in campo una squadra di negoziatori che non ha esperienza sul tema del nucleare”.