“Quando Italia e Giappone stabilirono le relazioni diplomatiche nel 1866, il mondo stava entrando in una nuova epoca, segnata dall’avvento di tecnologie che hanno rivoluzionato trasporti, comunicazioni e produzione, e dalla nascita di un sistema internazionale sempre più interconnesso, caratterizzato dalla competizione per i mercati e le risorse. Oggi, mentre celebriamo il 160° anniversario delle relazioni diplomatiche tra Italia e Giappone, ci troviamo di fronte a dinamiche che, pur in forme diverse, operano con la stessa forza trasformativa. L a rivoluzione digitale, la transizione energetica, l’avvento della AI, la competizione per le risorse strategiche e la ridefinizione delle catene globali del valore stanno plasmando un nuovo ordine globale”. Lo scrivono in un editoriale sul Corriere della Sera Giorgia Meloni e Sanae Takaichi, primo ministro giapponese.
“In questo contesto, Italia e Giappone possono essere protagonisti, condividiamo la responsabilità di contribuire al futuro ordine internazionale. Siamo popoli e nazioni, geograficamente distanti, ma che condividono valori fondamentali che traggono linfa dalle nostre antiche tradizioni che ci consentono di avere una visione comune della società”, si legge ancora. E poi: “Condividiamo anche principi normativi e istituzionali che ci permettono di scegliere il rafforzamento della cooperazione bilaterale e di agire insieme sulla scena globale per difendere un ordine internazionale libero, giusto e aperto, in un contesto segnato da instabilità, competizione strategica e spinte revisioniste, che minano le regole condivise. Su queste basi miriamo ad un salto di qualità nei nostri rapporti, che dal 2023 abbiamo elevato a Partenariato Strategico e che con il Piano d’Azione 2024-2027 intendiamo sviluppare in settori cruciali. La forte complementarità tra i nostri sistemi produttivi e la qualità delle nostre interazioni industriali ci permette di cogliere opportunità straordinarie per accrescere le sinergie e potenziare gli investimenti nella robotica, nelle tecnologie emergenti, nello spazio, nell’energia pulita, nella meccanica, nelle scienze della vita e nell’industria medicale”.
E infine: “La nostra visione comune si proietta anche verso il Sud Globale, incluso l’Africa. La strategia italiana del Piano Mattei e l’esperienza giapponese del TICAD condividono molti punti in comune: cooperazione paritaria e vantaggiosa per tutti, fondata su soluzioni co-create/condivise e investimenti capaci di generare prosperità sul lungo periodo. Italia e Giappone sono determinati a costruire un futuro di sicurezza, pace, prosperità e stabilità. In questo momento storico in cui ricorre il 160° anniversario delle relazioni diplomatiche tra le nostre due nazioni, siamo pienamente consapevoli della responsabilità che i cittadini ci hanno affidato, e siamo impegnate a compierla al massimo delle nostre capacità. Italia e Giappone sono grandi nazioni creative e innovative e insieme possiamo diventare protagoniste in un futuro di progresso condiviso”.