“Tajani e Rubio firmeranno il memorandum di intesa sui minerali critici alla prima occasione”. Lo dice al Corriere della Sera l’ambasciatore Armando Varricchio, inviato speciale per l’Innovazione e le nuove tecnologie del ministro degli Esteri, che ha partecipato in qualità di osservatore al vertice di Washington sulla Pax Silica. “C’è stata qualche parola che è volata oltre Atlantico e la scelta è stata obbligata, il governo italiano ha voluto dare un segnale forte perché è la dimostrazione che essere alleati, come è stato detto autorevolmente dal presidente del Consiglio, vuol dire avere un rapporto franco ma anche corretto e che non accetta gesti e iniziative unilaterali. Ma la firma sarà riprogrammata presto”, aggiunge Varricchio. Poi ancora sulla Pax Silica: “Questo è un presupposto politico che dimostra la volontà di riprendere dove ci eravamo temporaneamente fermati, e quindi la decisione presa all’indomani delle dichiarazioni di Trump che ha portato alla cancellazione dell’incontro economico di Miami e al rinvio della firma in quella occasione di un memorandum di intesa tra Tajani e Rubio. A valle di quello ci doveva essere l’adesione formale dell’Italia alla Pax Silica. Non essendoci stata la firma del memorandum si è deciso di rinviare la firma formale di Pax Silica. Quindi noi formalmente non abbiamo ancora aderito perché il presupposto era la firma del memorandum, ma siamo già parte di quel processo, tanto è vero che il sottosegretario Helberg, colui che ha promosso questa iniziativa di politica estera che non a caso si svolge qui al dipartimento di Stato, ha confermato che verrà prossimamente in Italia per firmare. Ci sarà la firma del memorandum tra il ministro Tajani e il segretario Rubio. Poi ci sarà l’adesione formale alla Pax Silica”.