Per Stefano Scarpetta, capo economista dell’Ocse, la mancata uscita dalla procedura di infrazione dell’Italia significa “meno margini di spesa per gestire l’emergenza e gli investimenti per la crescita”. In una intervista a Repubblica spiega: “L’effetto economico è significativo. Il rammarico del governo è comprensibile. Ma va ricordato il cammino fatto: nel 2023 il deficit superava il 7% del Pil, nel 2024 era al 3,4%, nel 2025 al 3,1%”. Quanto alla manovra” i margini per le misure discrezionali sono limitati. Gli interventi devono concentrarsi sulle famiglie a basso reddito e sulle imprese più esposte ai costi dell’energia. Le misure generalizzate sono troppo costose”. Comunque “anche in un anno elettorale bisogna mantenere la barra dritta. C’è un Piano strutturale di bilancio di medio termine da rispettare. Il sostegno immediato va conciliato con la riduzione graduale del deficit”. Scarpetta poi dice che la clausola su energia e difesa “è una decisione da prendere a livello europeo, perché non riguarda solo l’Italia. Resta l’obiettivo di portare il deficit sotto il 3%”.