Sul fronte degli incentivi alle imprese, “la maggiorazione degli ammortamenti introdotta dalla manovra 2026 peserà per 8,4 miliardi di euro nel periodo 2027-2034, con un incremento di 4,4 miliardi rispetto al disegno di legge originario. L’estensione delle agevolazioni fino a settembre 2028 garantisce alle imprese una maggiore certezza di pianificazione ma ciò avviene a parità di risorse disponibili”. Lo riporta l’Ufficio Parlamentare di Bilancio nell’analisi dei testi definitivi della manovra. “Per la ZES Unica, ricorda il testo, l’iter parlamentare della legge di bilancio ha ampliato il suo perimetro includendo Marche e Umbria, ma ha tenuto invariate le risorse stanziate originariamente per il triennio, pari a 4,4 miliardi – aggiunge -. Per questo incentivo, le cui aliquote variano dal 15 al 70 per cento, resta l’incertezza del meccanismo ex-post, che aumenta l’incertezza e riduce l’appetibilità: se le domande superano i fondi, il beneficio reale viene ridimensionato proporzionalmente, riducendo l’aliquota effettiva. Il passaggio parlamentare ha integrato di 500 i fondi ZES per il 2025, facendo salire dal 70 al 75 per cento il beneficio medio effettivo, ed ha anche istituito un fondo di 1,3 miliardi per integrare le dotazioni per i crediti d’imposta per investimenti in beni strumentali (Transizione 4.0) in vigore nel 2025, solo per quelli effettuati entro il 31 dicembre 2025”