“Senza produttività non esistono aumenti salariali duraturi”. Lo dice a La Stampa Tiziano Treu, giuslavorista ed ex ministro del Lavoro. “Il quadro sull’andamento dei redditi è impietoso: in termini reali dall’inizio del secolo sono diminuiti dell’1,6%, uno dei risultati peggiori in Europa. Gli shock inflazionistici hanno certamente pesato, ma hanno colpito tutti i Paesi. La differenza è che altrove sono riusciti a difendere meglio il potere d’acquisto. Per questo dobbiamo guardare alle cause profonde del problema”, aggiunge. Poi Treu spiega: “L’Italia soffre da anni di un deficit di produttività, particolarmente evidente nei servizi e nelle imprese di minori dimensioni, proprio dove si concentrano i salari più bassi. A questo si aggiunge il ritardo nell’innovazione. Oggi l’Ai è un’opportunità straordinaria per aumentare produttività e ricchezza, ma le nostre imprese, soprattutto le pmi, sono indietro. Un secondo ritardo è sulla formazione. Le nuove tecnologie producono crescita solo se i lavoratori sono preparati a utilizzarle”.