Materie critiche, Valentini: In corsa con Cina e Usa l’Ue rischia di arrivare tardi

“Lo scenario è quello di una corsa a tre in cui l’Europa rischia di arrivare tardi”. Lo dice a GEA il viceministro alle Imprese e il Made in Italy, Valentino Valentini, rispondendo alla domanda sullo stato dell’arte dei negoziati avviati dall’Ue per aprire nuovi mercati per le materie critiche e competere nella sfida globale del settore, in cui Usa e Cina continuano a farla da padrone. “La Cina ha già consolidato il proprio dominio: controlla la raffinazione dell’86% del mercato globale, con punte del 94% per i magneti alle terre rare, e a fine 2024 ha ulteriormente inasprito i controlli sulle esportazioni come leva geopolitica – spiega -. Gli Stati Uniti hanno risposto con una strategia offensiva: il 4 febbraio a Washington hanno convocato un Critical Minerals Ministerial con oltre 50 Paesi, firmato 11 accordi bilaterali, lanciato la riserva strategica ‘Project Vault’ da 12 miliardi di dollari e la piattaforma FORGE per sottrarre mercati all’influenza cinese con prezzi minimi garantiti. L’Europa, nel frattempo, fa i conti con i limiti del proprio Critical Raw Materials Act: la Corte dei Conti ha certificato che l’Ue rischia di non raggiungere nessuno dei target fissati per il 2030 – sottolinea Valentini -. La Commissione ha risposto accelerando il piano ReSourceEu, con finanziamenti strutturali e riserve strategiche coordinate: un passo nella giusta direzione, ma la distanza da colmare resta enorme ed è per quello che ci diamo da fare anche sul piano bilaterale”.