Mercosur, presidente Camera semi oleosi e cereali Paraguay: Opportunità storica

Il presidente della Camera paraguaiana dei trasformatori di semi oleosi e cereali (Cappro), Rubén Valdez, ha definito l’accordo tra il Mercosur e l’Unione Europea un’opportunità storica. Ha sottolineato che il Paraguay non parte da zero e ha già una posizione consolidata nel mercato, specialmente nel complesso della soia. In un’intervista al canale Gen, Rubén Valdez ha ricordato che oltre il 30% della farina di soia paraguaiana viene attualmente esportata nell’Unione Europea, principale destinazione del principale derivato industriale della soia nazionale. “L’Unione Europea è già il nostro principale mercato per la farina di soia. Ciò significa che stiamo già rispettando gli standard europei e competendo nei mercati più esigenti”, ha affermato.

Il presidente della Cappro ha spiegato che storicamente l’Europa è stata un acquirente importante sia di soia in grani che di olio di soia paraguaiano, anche se negli ultimi anni questo legame è stato influenzato dalle normative interne europee, che hanno imposto dazi sull’olio di soia e limitato l’ingresso dei cereali per esigenze legate ai fattori di produzione utilizzati nella produzione. In tale contesto, ha sottolineato che l’accordo Mercosur-UE non rappresenta solo un vantaggio commerciale, ma anche uno strumento per recuperare competitività in un mercato con un elevato potere d’acquisto. “Molti dei requisiti ambientali o di sostenibilità non dipendono dall’accordo, ma sono condizioni che l’Europa applica a tutti i mercati. L’accordo serve a migliorare le nostre condizioni di concorrenza”, ha sottolineato.

Valdez ha affermato che il settore agricolo e agroindustriale paraguaiano è in grado di soddisfare i requisiti europei e presenta persino dei vantaggi rispetto ad altri paesi del Mercosur. Ha citato come fattori chiave la deforestazione zero nella regione orientale, i sistemi di tracciabilità, le certificazioni ambientali e i progressi nella tracciabilità georeferenziata. “Abbiamo le condizioni reali per competere sul mercato europeo. La sfida non è tecnica né produttiva, ma strategica”, ha indicato.