Nucleare, Artizzu (Sogin): Piano da 11,4 mld per smantellare siti in dismissione

Gian Luca Artizzu, ad di Sogin, annuncia un nuovo piano a vita intera che fissa a 11,38 miliardi l’impegno totale dall’inizio di Sogin dal 1999 al 2052 per chiudere gli obiettivi che la società dovrà centrare. “Il piano precedente stimava un impegno di 8 miliardi al 2042 per messa in sicurezza, combustibile e smantellamento, ma non teneva conto di una serie di costi che abbiamo fatto emergere, oltre all’impatto dell’inflazione e delle materie prime. Soprattutto emergono i costi legati all’allungamento di dieci anni dei tempi di entrata in servizio del deposito nazionale e di alcune attività di smantellamento. Nel complesso, un’operazione serietà che abbiamo ritenuto fortemente necessaria”, spiega a Il Sole 24 Ore. L’avvio del deposito ora è fissato nel 2039: “Siamo ben incanalati perché il ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica con il suo titolare, Gilberto Pichetto Fratin, ha fatto un lavoro molto serio per incardinare il processo – spiega -. È un timing realistico con qualche sfida dentro che tiene conto della complessità normativa e ingegneristica dell’intero progetto. Ripeto, realismo e serietà”. Sulle resistenze dei territori Artizzu dice: “Molte resistenze sono determinate da una propaganda avversa al nucleare e da una logica di cortile, quando invece il deposito nazionale, progettato con i massimi standard di sicurezza, cederà una radioattività così bassa da non distinguersi dalle radiazioni naturali. Chi, poi, deciderà di accoglierlo avrà un’infrastruttura all’avanguardia, con conseguenti ricadute economiche, occupazionali e di evoluzione scientifica sul territorio”. E ancora: “L’opera vale 1,4 miliardi con 4mila persone impegnate nella costruzione e circa 700 nella gestione, oltre all’altro tassello del progetto, il parco tecnologico, che consentirà di portare avanti attività di ricerca cruciali anche per la medicina nucleare. E poi c’è tutto il capitolo delle compensazioni che saranno assicurate localmente”.