Nucleare, Bonelli: Meloni lo usa come diversivo perché ha fallito, puntare su rinnovabili

“Mi accusano di essere un sognatore, ma dopo quattro anni di questo governo il costo dell’energia è alle stelle e Meloni non ha fatto quello che avrebbe dovuto. E ora usa il nucleare come diversivo”. Così Angelo Bonelli, uno dei leader di Avs. In una intervista a La Stampa aggiunge sul nucleare: “Non ci sono i giusti elementi di informazione: nel 2011 (anno del referendum abrogativo in materia di nucleare, ndr) i sondaggi davano una maggioranza favorevole al progetto e poi il referendum andò in tutt’altra direzione. Oggi il governo torna a parlarne solo per nascondere il fallimento della propria politica energetica”. Bonelli spiega poi perché è contrario: “Non per una posizione ideologica ma perché il nucleare rappresenta un costo economico insostenibile. E perché gli Small Modular Reactor, gli Smr di cui parla il governo, sono una tecnologia che non ha ancora applicazioni significative nel mondo. Gli unici prototipi sono in Cina e Russia, dove peraltro è collocato su una nave mercantile. Diversi progetti occidentali sono stati fermati per l’aumento dei costi, come l’Smr che doveva essere realizzato dall’americana NuScale nello stato dell’Idaho”.

Il governo sostiene che sia una risposta strategica per il futuro: “I numeri raccontano altro – la posizione di Bonelli -: la centrale francese di Flamanville, i cui lavori sono iniziati nel 2007 e finiti nel 2025, doveva costare 3,6 miliardi ed è arrivata oltre i 20. La Corte dei Conti francese ha bloccato il secondo programma. Parliamo di un’energia estremamente costosa che non offre alcuna risposta ai problemi di oggi”. E ancora: “Se avessi responsabilità di governo metterei subito a un tavolo imprese, regioni e operatori del settore per fare dell’Italia l’hub europeo delle rinnovabili. Nel 2022, Meloni disse di no a Elettricità Futura, un’associazione di Confindustria, che proponeva di installare 60 Gw di rinnovabili con investimenti per 85 miliardi di euro. Se il governo avesse dato il via libera oggi avremmo una minore dipendenza dal gas e bollette più basse. Vorrei aggiungere altre due considerazioni”.