Piano Casa, Ciucci (Ance): Finalmente uno strumento ma va corretto

“Partiamo dal fatto che finalmente abbiamo un Piano casa. Ci siamo accorti che in questo Paese c’era un fabbisogno di abitazioni ma nel frattempo il potere d’acquisto delle famiglie si è eroso, i costi di costruzione sono aumentati e sempre più cittadini sono usciti dalla possibilità di acquistare una casa. È nata quella che oggi chiamiamo fascia grigia, cioè chi non rientra nell’edilizia residenziale pubblica ma non riesce ad accedere al mercato. Da questo punto di vista il decreto è positivo, perché finalmente mette a disposizione uno strumento”. Così Antonio Ciucci eletto all’unanimità alla guida dell’Ance, in una intervista a Il Sole 24 Ore. Poi aggiunge: “Sulla parte pubblica il tema è semplice: servono risorse. Più risorse si mettono, più case si realizzano. Sulla parte privata, invece, penso che il meccanismo previsto oggi possa funzionare solo in determinate aree del Paese, quelle con valori immobiliari molto elevati. Per questo chiediamo maggiore flessibilità, così da consentire anche alle nostre impresse di investire e realizzare edilizia convenzionata nei territori dove oggi quel modello rischia di non stare in piedi”. E ancora: “Credo che molto si possa fare già nei decreti attuativi. La legge rappresenta una cornice, adesso bisogna completarla. Noi chiediamo una maggiore flessibilità, ma soprattutto semplificazioni amministrative. Il vero ostacolo oggi non è la mancanza di interesse degli investitori, ma un quadro normativo troppo complesso. Se vogliamo che gli interventi partano davvero, dobbiamo rendere più semplice la vita agli operatori”.