Un gruppo di produttori di acciaio ha scritto a Maros Sefcovic, commissario europeo per il Commercio e la Sicurezza economica, e ai suoi consiglieri a Bruxelles, lanciando un grido di allarme. Lo riporta la Stampa sottolineando come il promotore del documento sia Massimiliano Burelli, amministratore delegato della Cogne Acciai Speciali di Aosta, azienda che sta soffrendo la situazione e sta vivendo un braccio di ferro con i sindacati. La Cogne Acciai ha raccolto le sottoscrizioni di Valbruna, Marcegaglia, Rodacciai, della francese Ugitech, della tedesca Deutsche Edelstahlwerke e della spagnola Roldan. In sintesi, lo ‘scudo’ che avrebbe dovuto salvare l’acciaio europeo dalle insidie di Cina e India, sta dando risultati soprattutto verso il Regno Unito e la Svizzera. C’è un ‘buco’ nei meccanismi di salvaguardia che l’Unione Europea ha innalzato la barriera contro la concorrenza asiatica. A meno di un mese dalla sua introduzione, il 1° luglio, secondo un gruppo di aziende siderurgiche il regolamento di esecuzione dell’Unione europea contro gli acciai asiatici è già da rivedere.