Terra Madre, Mukiibi: Clima, biodiversità e fame portate sul tavolo dei decisori

“Questa prima edizione senza Carlo è stata caratterizzata da grande emozione, ma anche da tanta forza. In un mondo segnato da frammentazione, individualismo e politiche della divisione, Terra Madre era particolarmente necessaria. Abbiamo riunito 1500 delegati da 120 Paesi non solo per partecipare a incontri ed esposizioni, ma per decidere il futuro del movimento Slow Food e definire la visione politica dei prossimi quattro anni”. Così Edward Mukiibi, riconfermato presidente di Slow Food International, in una intervista a La Stampa. “Dobbiamo smettere di considerare l’educazione alimentare solo un aspetto sociale. È una questione politica. Quando insegniamo ai bimbi da dove viene il cibo e come sceglierlo, stiamo dando loro un’indicazione politica. Allo stesso tempo dobbiamo educare i politici sull’importanza di integrare le loro scelte con l’educazione alimentare, non solo nelle scuole ma anche negli ospedali e negli altri spazi pubblici. Se i decisori conoscono l’impatto delle loro decisioni sui giovani, possono fare un lavoro migliore”, aggiunge. E ancora: “Ci sono comunità che stanno perdendo interi raccolti e animali a causa del cambiamento climatico, e questa perdita produce nuove disuguaglianze sociali ed economiche. Per questo clima, biodiversità e fame non devono essere trattati come problemi ambientali. Dobbiamo portarli sui tavoli dei decisori, dal livello locale al dibattito globale. Se ignoriamo il cambiamento climatico, milioni di persone perderanno la capacità di nutrirsi e di utilizzare la terra per migliorare la propria vita, mentre il potere si concentrerà nelle mani di pochi attori industriali. Dobbiamo invece aumentare i finanziamenti destinati alla biodiversità e spostare i fondi pubblici dai conflitti e dalle guerre verso la sicurezza alimentare delle persone. È un’azione collettiva”.