Transizione 5.0, Carron (Confindustria): Rotto patto fiducia tra Stato e imprese

“La mattina di venerdì scorso ero a un evento pubblico e spiegavo che per superare questa fase difficile bisogna agire su innovazione, giovani, investimenti e capacità di fare gioco di squadra. E venerdì pomeriggio è arrivata la notizia che venivano tagliati del 65% i crediti d’imposta di Transizione 5.0, per di più con effetto retroattivo. Come è ovvio ho provato un grande senso di sfiducia. E questo fine settimana l’ho passato al telefono con gli imprenditori miei associati”. Così Paola Carron, presidente di Confindustria Veneto Est. “Quasi il 20% delle pratiche per Transizione 5.0 a livello nazionale provengono proprio da questa regione. Qui si concentrano anche quelle di taglia maggiore con progetti destinati sia alla transizione energetica sia all’innovazione digitale. Ma adesso si è rotto un patto di fiducia tra Stato e imprese”, spiega nel colloquio con Repubblica. E ancora: “E’ venuto meno un principio fondamentale. A noi viene chiesto di rispettare le regole e ci aspettiamo che anche lo Stato faccia lo stesso. Le imprese hanno bisogno di certezze, di regole stabili, di strumenti continui e di tempi rapidi”. Adesso nelle aziende venete si stanno facendo “calcoli innanzitutto che un terzo di loro ha investito nell’ultimo anno, quota che sale al 70% per le grandi imprese. Ci sono aziende che hanno già fatto gli acquisti e che con i crediti d’imposta tagliati perderanno rispetto a quanto avevano stimato. Chi aveva in programma investimenti rivaluterà e magari sospenderà. Si crea un clima di incertezza e, di fronte a questo, molte imprese si fermano e aspettano. E si chiedono se possono continuare ad avere fiducia e investire”.