Come riporta il. Sole 24 Ore, i noli marittimi, che nel giro di un mese sono quasi quadruplicati per le navi cisterna di maggiori dimensioni (le Vlcc o Very Large Crude Carriers), arrivando a superare 200mila dollari al giorno sulle principali rotte tra il Golfo Persico e l’Asia: valori che non si vedevano dal 2008-2009, tolto il periodo anomalo della pandemia da Covid. Ancora più significativo è che ad essersi infiammato non sia soltanto il mercato spot, tipicamente volatile: anche i costi del noleggio a tempo (time charter) sono saliti bruscamente, portandosi sopra 100mila dollari al giorno in media per i contratti di un anno, un record in questo caso almeno dal 1988, quando sono iniziate le rilevazioni del broker Clarkson. Rincari eccezionali, che sono destinati a pesare sui consumatori finali, sommandosi all’aumento delle quotazioni del greggio.
Sempre secondo il quotidiano di Confindustria, ci sarebbe da calcolare il fattore Sinokor: società sudcoreana fino a poco tempo fa sconosciuta ai più, dell’armatore Ga-Hyun Chung, che ha acquistato o noleggiato almeno una quarantina di superpetroliere, arrivando a controllare una flotta tanto grande da poter influenzare il mercato dei noli. Ad aiutarlo – quanto meno sul piano finanziario – ci sarebbe Gianluigi Aponte, l’armatore napoletano fondatore di MSC (Mediterranean Shipping Company), basata in Svizzera e oggi primo operatore al mondo nel segmento delle portacontainer, dopo aver sorpassato anche il colosso danese Moeller Maersk. Secondo indiscrezioni raccolte inizialmente da Lloyd’s List e in seguito confermate anche ad altri media internazionali, tra cui Bloomberg, Aponte potrebbe aver messo a disposizione di Sinokor 5 miliardi di dollari per fare shopping di petroliere. Non c’è comunque alcuna conferma ufficiale e non è chiaro se l’appoggio finanziario ipotizzato rientri in una cornice di relazioni più ampia.