“Ricostituire un ordine internazionale fondato sulle regole, senza negare le differenze e i punti di contrasto”. Un ordine in cui l’Europa possa recuperare il ruolo di “ponte tra Occidente e Oriente”, con un obiettivo finale quanto mai strategico: “Evitare la guerra”. Giulio Tremonti spiega così al Sole 24 Ore il confronto che vedrà impegnata la Commissione parlamentare di collaborazione italo-cinese. “Nella diplomazia convenzionale i rapporti tra gli Stati scontano la rigidità legata all’origine, alla provenienza dei Governi. Con la diplomazia parlamentare la rappresentanza è più vasta, perché include le opposizioni. Il dialogo è stato ampio. Durante la missione abbiamo incontrato non solo i colleghi parlamentari, ma anche i rappresentanti del Partito comunista cinese, del Dipartimento internazionale e della Scuola centrale del Comitato centrale del Pcc”, sottolinea Tremonti. E ancora: “Io vedo segnali incoraggianti. L’Europa ha gestito bene lo scontro sui dazi con gli Stati Uniti. Ha adottato una proiezione geopolitica con il Mercosur, che modifica lo schema dei Brics. Ha approvato gli eurobond per la difesa dell’Ucraina, una svolta storica. Quando nel 2003 furono proposti per la difesa comune, durante il semestre di presidenza italiana del Consiglio europeo, il premier britannico Gordon Brown disse che votava contro perché era nation building. Una logica che anticipava la geopolitica futura, resa attuale dalla guerra a Kiev”.