“Bastone e carota, mi sembra. La telefonata di ieri non fa eccezione, perché la tecnica degli americani è sempre quella”. Così Maxim Suchkov, direttore dell’Istituto di studi sulle relazioni russo-americane, membro del Consiglio scientifico presso il Consiglio di sicurezza. “Trump avrà usato come sempre la versione dello ‘spingi e tira’, quella che utilizza sia con gli alleati che con gli avversari, non fa nessuna differenza. E non c’è alcuna sorpresa”, aggiunge nel colloquio con il Corriere della Sera. E ancora: “Abbiamo capito che Trump è focalizzato soltanto sul raggiungimento di risultati concreti per l’America, e questo ci sta bene. Un approccio pragmatico era quello che chiedevamo da tempo agli Usa e all’Occidente in generale”. Poi Suchkov parla del tema del rapporto Trump-Putin: “Nonostante le sue minacce di nuove sanzioni o di altre misure punitive, Trump sta bene attento a non scendere mai sul piano personale con il nostro presidente e non è mai irrispettoso del popolo russo. Il rispetto era una delle cose che più mancavano nelle nostre relazioni con l’America. Adesso con Trump lo abbiamo, ed è una cosa che Putin apprezza molto. Ma chiaramente, la strada da percorrere è ancora lunga”. Anche se c’è un obiettivo definito: “Credo che il presidente stia cercando di ripristinare una politica del ‘buon senso’ con gli Stati Uniti, data la tossicità del ‘problema russo’ a Washington. Oggi, c’è un uomo alla Casa Bianca che cerca nuovi stimoli per lo sviluppo americano e vede la Russia come parte della soluzione. Con tutte le dovute riserve, questa è la promessa di porre finalmente Russia e Usa su solide basi di cooperazione. Credo che questo sia di per sé l’obiettivo chiave che Putin sta perseguendo; un nuovo quadro di relazioni. A riempirlo di progetti concreti ci penseranno lo spirito creativo delle comunità imprenditoriali statunitense e russa e l’orientamento pragmatico delle rispettive classi dirigenti”.