Ucraina, Conte: Basta aiuti militari a Kiev, serve imprimere svolta negoziale

“Se dovessi essere di nuovo investito di questa responsabilità, per prima cosa chiamerei Zelensky e gli direi che lui è l’aggredito e ha il nostro sostegno. Ma un attimo dopo chiamerei anche Putin, l’aggressore, per imprimere una svolta negoziale”. Così Giuseppe Conte, leader del M5S, in una intervista a La Stampa. “Io dico: andiamo a stanare Putin. Sono due mesi e mezzo che l’Europa deve individuare un negoziatore. Dove sta? Quando mandiamo qualcuno?”, di domanda ancora Conte che smonta la pista Mario Draghi: “Non mi pare nella condizione di poterlo fare, visto che era stato invitato da Putin per due volte prima della guerra e non lo ha incontrato, nonostante io avessi caldeggiato l’incontro. Poi era a capo del governo all’epoca dello scontro più duro con Mosca”. In realtà “serve una figura che possa parlare con i russi e, al tempo stesso, difendere con le unghie e con i denti gli interessi dell’Ucraina e dell’Europa”. Poi ancora sull’invio di armi a Kiev. “Di armi ne mandiamo pochissime e, tra l’altro, l’Ucraina mi sembra ormai molto attrezzata. Anzi, inizierei a considerare il tema di che fine faranno tutte le armi che mandiamo. All’inizio abbiamo votato in Parlamento per l’invio, perché c’era una chiara asimmetria militare rispetto alla Russia. Adesso continueremo a non votare a favore di altri invii ma per imprimere una svolta negoziale”.