“Sinceramente trovo abbastanza improbabile che Washington possa cedere la propria tecnologia a Kiev per la produzione in loco dei missili Patriot, perché le normative americane sono molto rigide e conservative”. Così il generale Vincenzo Camporini, già capo di stato maggiore della Difesa e dell’Aeronautica, in una intervista a Il Corriere della Sera. “Al momento non sappiamo nulla dell’accordo che è stato annunciato. Non sappiamo che tipo di contratto potrà essere stipulato fra la Lockheed Martin, la casa produttrice dei Patriot, e la controparte ucraina. In particolare, se gli americani forniranno le parti dei missili che l’Ucraina si limiterà ad assemblare oppure se gli ucraini produrranno da soli il Patriot su licenza degli Usa. Mi sembra un’operazione abbastanza complicata, a cominciare dal fatto che proprio la cessione di queste tecnologie è un processo complesso, che richiede molto tempo”, aggiunge.