“Stiamo andando avanti con i nostri piani. È un messaggio chiaro: primo, alla Russia, che non può resistere più a lungo di noi né spendere più di noi; secondo, all’Ucraina, a cui forniremo il sostegno di cui ha bisogno; terzo, agli Stati Uniti, a cui diciamo che stiamo decidendo su temi che spettano a noi. Il presidente Costa ha detto che non lasceremo il Consiglio europeo prima di avere una decisione chiara”. Lo dice l’Alta rappresentante per gli affari esteri e la sicurezza Ue, Kaja Kallas parlando degli asset russi. Nell’intervista a Il Corriere della Sera aggiunge: “Tutte le preoccupazioni del Belgio devono essere prese molto seriamente. Siamo un’unione di 27 Stati, alla fine serve l’accordo di tutti. Ma il fatto che la proposta sia europea — quindi un atto legislativo europeo — riduce i rischi per il Belgio o per qualsiasi altro Paese. Se davvero la Russia ricorresse in tribunale per ottenere il rilascio di questi asset o per affermare che la decisione non è conforme al diritto internazionale, allora dovrebbe rivolgersi all’Ue, quindi tutti condivideremmo l’onere. Poi a quale tribunale si rivolgerebbe? E quale tribunale deciderebbe, dopo le distruzioni causate in Ucraina, che i soldi debbano essere restituiti alla Russia senza che abbia pagato le riparazioni?”. E ancora: “Mosca non ha asset sovrani, quindi potrebbe colpire solo gli asset privati e lo ha già fatto con varie aziende europee che operavano in Russia nazionalizzandole. Ogni azienda che investe oggi in Russia si assume il proprio rischio. Comunque esistono accordi internazionali bilaterali che proteggono gli investimenti in Russia”. E ancora sulla Difesa della Ue: “Stiamo potenziando la nostra difesa e la nostra industria della difesa. Dobbiamo farlo più velocemente per non dipendere da nessuno: richiede un impegno dell’Ue nel suo insieme, anche da parte dei Paesi che sono molto più lontani dalla guerra e non sentono la necessità immediata”.