“Il ruolo dell’Europa con l’Ucraina. Quanto c’è di velleitario e quanto di reale? E di quali Paesi europei parliamo? Sarà questa la trama del G7 e dei prossimi vertici euro-atlantici. Che gli europei siano il pivot della resistenza con le forniture di armi e i finanziamenti è indubbio. Lo sono però altrettanto il ruolo chiave dell’intelligence americana e la tolleranza di Trump per i colpi in profondità degli ucraini sul territorio russo. Come lo sono stati finora i missili Patriot antiaerei, che Kiev non a caso invoca a Washington. L’Europa è necessaria ma non sufficiente. Che gli europei poi siano interessati ai negoziati per il fine guerra è ovvio: ne va della sicurezza del Continente”. Lo scrive l’ambascitaore ed presidente dell’Ispi Giampiero Massolo in un suo intervento su Il Corriere della Sera. “L’imprevedibilità di Trump, distratto dall’Iran, rende difficile capire quanta e quale America aspettarsi in Ucraina. Lo misureremo nei prossimi vertici. Alla peggio, come europei, continueremo a puntellare lo stallo, sfidando l’impazienza delle opinioni pubbliche. Mentre è prudente allo stesso tempo cercare di ricostruire un ponte con gli americani. Ne abbiamo bisogno, visti i condizionamenti – si legge ancora – Ciò di cui essere consapevoli tuttavia è che giocare un ruolo avrà comunque un prezzo. Che poi è lo stesso che sembrano disposti a pagare Londra, Parigi e Berlino: fornire armi, partecipare alle garanzie, immaginare un percorso di adesione ucraina senza troppi caveat, cercare fin d’ora un posto nelle trattative. È un monito anche per l’Italia, che entra ed esce dalle riunioni: per noi come per altri, non è tanto una questione di formati ma di sostanza e disponibilità concreta”.