“Come membri della Nato, non abbiamo aderito a una guerra al di fuori dell’area del trattato. Quindi questa delusione non è giustificata né dai nostri impegni, né dalle regole della Nato. Trump ha ragione quando dice che nelle relazioni internazionali contano non solo il diritto, ma anche le carte che si hanno. E gli ucraini hanno sviluppato un’industria della difesa autoctona. Noi europei paghiamo per quella guerra. Dallo scorso anno, il contributo finanziario degli Stati Uniti è pari a zero. Quindi le carte che gli Stati Uniti hanno per costringere l’Ucraina alla capitolazione non sono schiaccianti. Penso che gli ucraini siano grati per l’intelligence e per le sanzioni. Ma anche loro hanno le loro linee rosse. Vogliono una pace che duri, non solo una tregua temporanea. E sanno che affinché ciò accada, non si può dare l’impressione che Putin abbia vinto”. Lo dice il ministro della Difesa polacco Rodoslaw Sikorski in un colloquio con il Corriere della Sera. Poi sulla Nato: “Noi abbiamo ascoltato quello che Trump diceva durante il primo mandato e, come Europa, abbiamo raddoppiato le spese. Ora siamo in procinto di raddoppiarle di nuovo. Se facciamo semplicemente ciò che ci siamo già ripromessi di fare entro la fine del decennio avremo, come parte europea della Nato, il tipo di esercito capace di scoraggiare Putin anche senza gli americani. E anche se la guerra in Ucraina finisse domani, Putin avrebbe bisogno di anni per riorganizzarsi. Noi dobbiamo fare ciò che serve, non andare in panico. Nei guai è Putin, non noi”.