“L’Italia continua a portare avanti con determinazione la propria iniziativa sul tema del contributo sugli extraprofitti del settore energetico, promuovendone la discussione a livello europeo. È fondamentale tuttavia chiarire un equivoco sul metodo: la Commissione Europea non è stata interrogata per un parere o un’autorizzazione vincolante su questo specifico punto, né si è di fronte a una censura o un rigetto delle posizioni italiane. A differenza della missiva che l’Italia indirizzò al Commissario Hoekstra il 3 aprile scorso insieme ad altri quattro Stati membri (tra cui la Germania), la lettera inviata dall’Italia (insieme ad altri cinque Paesi dell’Unione europea) il 22 agosto è un documento indirizzato alla presidenza di turno irlandese nell’ambito della filiera in sede Ecofin. Si tratta perciò di un’iniziativa politica pensata per aprire un confronto diretto e un dibattito tra i ministri delle Finanze dei Paesi membri. La Commissione non è dunque il destinatario di un’istanza formale di valutazione, ma la discussione attiene al dialogo politico sovranazionale tra Stati membri”. E’ quanto comunicano fonti di Palazzo Chigi, spiegando che è “indiscutibile che ciascuno Stato mantenga la facoltà di adottare interventi a carattere nazionale. Tuttavia, un’azione limitata al solo perimetro di un singolo Paese rischia di produrre evidenti asimmetrie di mercato”.