“Da europeista convinto sono molto preoccupato per l’atteggiamento dell’Europa negli ultimi anni. Credo che purtroppo in questo momento l’Unione europea non abbia così chiaro cosa voglia dire competitività e tenere insieme sostenibilità ambientale e sociale, essere competitivi e mantenere l’industria nel nostro continente”. Così Emanuele Orsini, presidente di Confindustria. Come riporta il Sle 24 Ore, il numero uno di viale dell’Astronomia poi aggiunge: “Perdiamo un milione di posti perché non riusciamo ad essere competitivi o perché non facciamo politiche per mantenere l’industria nel nostro Continente. Anzi, nell’ultimo periodo nella Ue stanno facendo di tutto per spingere le aziende a delocalizzare. Noi ci batteremo per far restare l’industria nel nostro paese”. E ancora: “Due imprenditori su tre lo sono, abbiamo fatto tutti quello che si poteva per ridurre le emissioni e continuiamo a farlo. Nel riciclo nel 2021 le imprese hanno raggiunto gli obietti fissati al 2030. Le imprese hanno fatto i compiti a casa, penso come esempio alla ceramica che ha investito per ridurre le emissioni. L’Europa deve premiare queste aziende, non penalizzarle. Occorre mettere al centro la neutralità tecnologica”. È l’energia e il suo costo il tema fondamentale: “Il nostro paese per le scelte fatte nel passato si trova in una posizione fuori mercato sia dentro la Ue che all’esterno”. E poi: “L’Europa che vogliamo è quella del mercato unico europeo dell’energia, del mercato unico dei capitali. Culturalmente occorre cambiare rotta. I nostri fondi pensione investono per il 70 per cento fuori dal nostro Continente, dobbiamo essere pragmatici e investire invece il 70 per cento nella Ue per fare in modo che quella transizione che ci siamo prefissati, con la neutralità tecnologica, possa essere realizzata”.