La Commissione invita gli Stati membri a recepire integralmente i nuovi diritti che facilitano la riparazione dei beni
La Commissione europea ha deciso di avviare procedure di infrazione inviando una lettera di messa in mora a Belgio, Bulgaria, Cechia, Estonia, Spagna, Francia, Croazia, Italia, Cipro, Lettonia, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Romania, Slovenia e Svezia per non aver comunicato l’integrale recepimento della direttiva sul diritto alla riparazione (direttiva (UE) 2024/1799). La direttiva promuove un consumo sostenibile rendendo più semplice riparare i prodotti anziché sostituirli. Essa conferisce ai consumatori il diritto di richiedere la riparazione di prodotti quali smartphone, lavatrici o frigoriferi, anche dopo la scadenza della garanzia legale. I fabbricanti sono tenuti a offrire riparazioni a un prezzo e in tempi ragionevoli, nonché a fornire informazioni chiare sui propri servizi di riparazione. In tal modo, la direttiva aiuta i consumatori a risparmiare denaro, ridurre i rifiuti, prolungare il ciclo di vita dei prodotti e diminuire le emissioni di gas a effetto serra. Ad oggi, 18 Stati membri non hanno notificato alla Commissione l’integrale recepimento della direttiva, e altrettanti non hanno notificato quello della direttiva delegata. La Commissione invia pertanto lettere di messa in mora agli Stati membri interessati, i quali dispongono ora di due mesi per rispondere e porre rimedio alle carenze segnalate. In assenza di una risposta soddisfacente, la Commissione potrà decidere di emettere un parere motivato.