Ue, scrittore Martel: Noi canadesi veniamo dall’Europa, Usa disfunzionali

“Il tentativo degli Stati Uniti di inglobare il Canada ci ha di fatto spinti ad avvicinarci all’Europa. Se essere ‘membro associato’ porterà a un maggiore scambio di idee e di rapporti commerciali, perché no? Dovremmo essere più vicini anche all’Africa, un continente dimenticato. Il Canada è pieno di cittadini di origini italiane, tedesche, francesi, inglesi. Noi veniamo dall’Europa, condividiamo gli stessi valori. Insieme dovremmo essere un baluardo contro la Russia. Per gli europei la minaccia di gran lunga più pericolosa è Mosca, non gli Stati Uniti. Tra due anni Trump non sarà più al potere, mentre non sono sicuro di quando Putin se ne andrà”. Lo dice lo scrittore Yann Martel, in una intervista a Il Corriere della Sera. “Donald Trump è una figura destabilizzante. Non sono una persona che odia tutto ciò che è americano. Ovviamente detesto Trump, che per me è antidemocratico. Ma non dimentico che questo è lo stesso Paese che ha eletto Barack Obama. Quindi ho fiducia nel fatto che gli Stati Uniti torneranno a essere un attore internazionale equilibrato e responsabile”, spiega Martel, vincitore del prestigioso premio Booker, al telefono con il Corriere. E ancora: “Ne abbiamo abbastanza di idee e gesti stupidi, come questa storia di rinominare il Lago Ontario Lago America. Il presidente degli Stati Uniti ha un potere reale, ogni sua decisione ha un peso. È assurdo che gli americani, o alcuni americani, considerino il Canada uno Stato nemico, o comunque un Paese poco amichevole, quando siamo il loro vicino più vicino, sia economicamente che culturalmente. La conseguenza delle parole e delle azioni di Trump è un profondo raffreddamento delle relazioni con il Canada. Gli Stati Uniti sono un Paese disfunzionale, ci sono troppi multimiliardari e troppi americani della classe media che vivono in condizioni di povertà. E il presidente non ha una soluzione a questo problema”.