“Accolgo con enorme favore il fatto che Germania e Italia stiano cooperando in modo stretto. Sono due governi forti e stabili, chiaramente favorevoli a soluzioni pro-europee e molto in sintonia sui contenuti. Stanno dando all’Europa un nuovo slancio, che è urgentemente necessario. È prezioso che la cooperazione italotedesca funzioni così bene, perché è anche sostenuta dai contenuti”. Lo dice manfred Weber, leader del Ppe. In una intervista a Repubblica aggiunge: “Siamo sulla stessa linea sulla lotta all’immigrazione clandestina, e mietiamo grandi successi. La cooperazione funziona sul Mercosur. Sulla sburocratizzazione e il mercato interno, le priorità sono le stesse. E sul cambiamento climatico l’obiettivo per il 2040 deciso a novembre ha visto un ruolo determinante di Germania e Italia. È una politica pro-europea efficace. Mi piacerebbe se approfondissimo questo rapporto con un Trattato di amicizia italo-tedesco”.
Weber poi sottolinea: “Siamo deboli laddove vige l’unanimità. Se vogliamo un’Europa forte, dobbiamo abolirla. Nel quadro del Trattato di Lisbona si può escludere per la politica estera. Mi aspetto che i leader sfruttino appieno il Trattato di Lisbona. Secondo: l’articolo 42.7, la clausola di assistenza militare, è la promessa reciproca di aiuto in caso di aggressione militare. Finora è stato poco considerato, perché ci sono le garanzie Nato. Nel mondo in cui siamo oggi, è necessario, deve essere messo in pratica. Dobbiamo iniziare a costruire il pilastro europeo della difesa. Ciò rafforzerà anche la Nato”. E sull’esercito europeo: “Sono fermamente convinto che la possibile garanzia della pace in Ucraina sia un compito che riguardi tutta l’Ue. Non possiamo seriamente aspettarci che siano gli Usa a garantire una possibile pace in Ucraina. In tal caso, vorrei che inviassimo unità europee con lo stemma europeo sulle uniformi. Una missione di questo tipo in Ucraina può essere l’inizio della costruzione di strutture di difesa europee e di un esercito europeo. In Europa è sempre esistita l’idea di creare un esercito europeo, pensiamo a De Gasperi. Abbiamo bisogno di progetti concreti e comuni, come uno scudo di droni al confine orientale dell’Europa, uno scudo antimissile e una brigata di cyberdifesa. Nel mondo digitale non esistono più confini nazionali. Si tratta di proteggere insieme il nostro spazio europeo dagli attacchi informatici e di costruire un sistema di sorveglianza satellitare europeo autonomo. È compito dell’Europa di difendersi disponendo di dati propri, senza dipendere da quelli americani. E dovremmo iniziare subito con questi tre progetti”.