“Draghi sollecita una svolta e fa bene. Indica la via federale come unica possibilità di salvaguardare gli interessi anche dell’Italia che coincidono con quelli europei. La necessità di investire, promuovere il mercato unico, rilanciare le cooperazioni rafforzate, ridiscutere il diritto di veto, garantire la coesione sociale, aumentare il bilancio ricorrendo anche a debito comune. Condividiamo, ed è il contenuto anche del nostro manifesto in vista dei 70 anni dei trattati di Roma. Non è genericamente ‘l’Europa’ a frenare, sono le destre sovraniste oggi al governo in molti Paesi. Questo rende evidente che l’Italia con il nostro governo non è più alla guida del processo europeo anzi spesso lo frena”. Lo dice Nicola Zingaretti, capo delegazione del Pd al Parlamento europeo. In una intervista a Il Corriere della Sera spiega: “Trump è il leader di una nuova destra che vuole distruggere gli equilibri e il sistema multilaterale costruito dopo la Seconda guerra mondiale fondato su valori condivisi e interesse nazionale. Una parte delle destre europee condivide quel disegno, quindi frena l’integrazione e ne è complice. Ripeto, il problema non è la Ue ma chi la piccona, tra questi il vicepresidente del Consiglio italiano”. E ancora sul peso dei nazionalismi: “Illudono coloro che hanno perso la speranza nel futuro che la soluzione sia nel ritorno al passato. Il nazionalismo nella storia ha portato solo ingiustizie e guerre e quindi è uno sfogo. Il modo di sconfiggerlo è ricostruire un progetto che sia davvero di speranza. Quindi non distruggere l’Europa, non stare fermi nella contemplazione orgogliosa di una storia, ma appunto aprire una stagione di cambiamento. Quando Stati Uniti e Cina investono centinaia, se non migliaia, di miliardi per costruire il loro futuro economico, quali margini di azione può realmente avere un singolo Stato europeo? In un mondo dominato da colossi globali, il nazionalismo non è una risposta: è un’illusione che, in un mondo globalizzato, viene pagata sempre dalle persone comuni”.