Il Primo Ministro canadese Mark Carney ha dichiarato di essersi preparato, nell’ultimo anno, a fronteggiare l’ipotesi di un “rischio estremo” — ovvero un evento remoto ma catastrofico — in cui il Presidente Trump avrebbe potuto ordinare un’azione militare contro il Canada; ha tuttavia rivelato che i due hanno avuto contatti “frequenti”, anche dopo il fallimento dei negoziati commerciali del mese scorso, descrivendo un rapporto teso e in evoluzione.
In un’ampia intervista rilasciata mercoledì al New York Times Carney ha illustrato nei minimi dettagli come stesse riducendo sistematicamente la dipendenza del Canada dagli Stati Uniti per tecnologie chiave — dai satelliti spaziali ai caccia militari — nel tentativo di rendere il Paese molto meno vulnerabile alle minacce americane. Ha delineato un piano per diversificare le relazioni e i fornitori del Canada, affermando che, anche con un futuro presidente diverso, “saremo partner migliori per gli Stati Uniti grazie a ciò che stiamo facendo”. Incalzato sulla questione se avesse preso sul serio le minacce di Trump di trasformare il Canada nel cinquantunesimo stato americano, Carney ha lasciato intendere di aver valutato attentamente l’ipotesi di un’azione militare guidata dagli Stati Uniti, rifiutandosi però di scendere nei dettagli di tale eventualità. “Credo che, ricoprendo questi ruoli, si abbia la responsabilità di prendere in considerazione i rischi estremi “, ha affermato Carney, ex banchiere centrale di Gran Bretagna e Canada, il quale affronta la realtà valutando meticolosamente gli scenari peggiori e predisponendo le relative risposte. Ha poi aggiunto: “Si tratta semplicemente di gestione del rischio. Non è lo scenario di base, ma sarebbe irresponsabile non prepararsi”.