“È ovvio che le decisioni della Fed abbiano effetti sui mercati globali: influenzano i tassi a lungo termine, le condizioni finanziarie internazionali e i tassi di cambio. Tutti aspetti rilevanti per noi, ma la nostra bussola restano sempre i fondamentali europei. Se la Federal Reserve assolve il proprio mandato, ciò crea un contesto a noi favorevole. Sarebbe invece economicamente problematico per noi se l’inflazione negli Stati Uniti non tornasse all’obiettivo o se le condizioni finanziarie negli Usa si propagassero a un aumento del premio a termine. Una riconsiderazione del ruolo futuro del dollaro potrebbe inoltre costituire una sorta di shock finanziario per l’euro. Vi sono quindi scenari in cui, se la Federal Reserve si allontanasse dal proprio mandato, questo creerebbe difficoltà. Tuttavia, credo che l’esperienza dimostri che il Federal Open Market Committee vi abbia sempre tenuto fede”. Lo dice Philip Lane, capo economista della Bce. In una intervista a La Stampa tocca poi l’argomento degli attacchi contro Jerome Powell: “Abbiamo ormai decenni di evidenza empirica che dimostrano come una politica monetaria basata su indipendenza e competenze tecniche produca risultati migliori. Tutti beneficiano di un’inflazione mantenuta intorno al 2%. L’indipendenza serve proprio a isolare le decisioni monetarie dalle pressioni politiche di breve periodo, nel quadro di un chiaro mandato giuridico che orienta il processo decisionale”.