“Il modo in cui l’amministrazione Trump ha detto: ‘Decidiamo noi il significato della Storia americana e lo facciamo con un ordine esecutivo…’. Uno dei primi ordini esecutivi di Trump è stato quello per ‘ripristinare la verità e il buon senso nella Storia americana’, ovvero per attaccare ogni Storia che metta in dubbio qualsiasi cosa nella versione di Trump in cui gli Stati Uniti non hanno mai fatto nulla di sbagliato in patria o all’estero, non c’è mai stata alcuna tragedia, sofferenza, miseria o diseguaglianza e tutto è una marcia di libertà, progresso e prosperità. Questo è totalmente nuovo. Le amministrazioni di Johnson e Nixon non dichiaravano il significato della Storia americana e non punivano la gente che dissentiva dalla loro versione del passato, del futuro e del presente della nazione. È grottesco, è una parodia, è imbarazzante, esasperante. Non ha nulla a che fare con la Storia, ha tutto a che fare con la politica e non durerà”. Lo dice Jill Lepore, una delle maggiori storiche americane, docente ad Harvard, vincitrice del Pulitzer con il suo ultimo saggio We the People: A History of the U.S. Constitution, in una intervista a Il Corriere della Sera. “Trump può costruire tutti i monumenti che vuole a se stesso, come può farlo Obama con la sua biblioteca monumentale. Ma nessuno di loro può decidere come verrà ricordata la loro presidenza”, sottolinea. Perché alla fine “vincerà sempre la storia”.