“In questi tempi di instabilità globale, di cui Trump è purtroppo un attore: quello che è successo in Venezuela si inserisce in un contesto di deterioramento delle relazioni internazionali in cui il principio di forza rischia di determinare l’ordine che verrà”. Lo dice Lorenzo Guerini, ex ministro della Difesa e oggi presidente del Copasir. In una Intervista a La Stampa spiega poi che il commento della premier Giorgia Meloni, che ha parlato di intervento legittimo, è una “dichiarazione ardita. La condanna del regime di Maduro dev’essere netta, e per quanto ci riguarda lo è sempre stata, ma non si può ignorare che l’intervento americano ha fatto fare un passo avanti verso il disordine internazionale”. Poi sull’Europa: “Che sia stata una reazione debole mi pare evidente. E penso che questo derivi da due fattori: prima di tutto, l’imbarazzo dei governi sovranisti, per i quali è sempre più complicato essere contemporaneamente europei e filo Trump. E poi la difficoltà di chi, al contrario, pensa sia possibile rispondere all’aggressività del trumpismo solo con un rafforzamento del ruolo dell’Europa”. E ancora: “Io penso che noi progressisti non dobbiamo arretrare di un millimetro: solo un’Europa forte e consapevole dei suoi mezzi può dare una prospettiva di multilateralismo e difesa del diritto internazionale”.
Guerini tocca anche il tema della Groenlandia: “Se il tema è che in Groenlandia si gioca un pezzo della sicurezza globale, penso sia corretto immaginare un’iniziativa Nato che costruisca una cornice di sicurezza più forte. Se questa è la reale preoccupazione di Trump, si può cooperare per risolvere la situazione”.