Venezuela, Tabarelli: Enormi profitti dal petrolio, lì costa pochissimo

“In Venezuela basta fare un buco per terra ed il petrolio esce. Estrarlo costa pochissimo, appena 3 dollari al barile quando sul mercato oggi ne vale 60. Certo poi ci sono le tasse e altre spese ma è chiaro che in quel Paese si possono fare grandi profitti”. Lo dice a La Stampa il presidente di Nomisma energia, Davide Tabarelli. Trump, spiega, “non poteva scegliere momento miglior per il suo blitz contro Maduro, perché in questa fare di eccesso di offerta le quotazioni del greggio non subiranno grossi sbalzi”.



Per Tabarelli, il Venezuela, è “il paese ideale dove investire per estrarre greggio: per diversificare le proprie fonti di approvvigionamento e perché questo è il posto dove costa meno produrre petrolio. Una volta trovato l’accordo con lo Stato basta fare un buco per terra che il petrolio esce e si guadagna un sacco”.



Inoltre, in Venezuela “ci sono anche tantissime riserve di gas, tra l’altro non esplorate, e ci sono enormi quantità di petrolio non convenzionale che non si sa bene come sfruttare”. I giacimenti di petrolio sono” però delle miniere che vanno coltivate, un po’ come un orto, e se non si fanno investimenti la produzione scende sino ai 900 mila barili al giorno di oggi, un dato questo abbastanza scandaloso perché questo vuol dire che le loro riserve accertate sino ad oggi – siamo nell’ordine di più di 300 miliardi di barili – durerebbero più di 100 anni. Una cosa assurda visto che neanche l’Arabia Saudita arriva a tanto”.