“Lo studio di Haskoning rappresenta, secondo me, la prova provata che far partire la filiera dell’eolico offshore ora su Taranto e in Italia può portare importanti benefici alla nostra economia. Perché cosa ha fatto Haskoning? È partito da uno studio, da un’analisi concreta di tutto il comparto produttivo del territorio tarantino. È partito dall’analisi delle singole imprese e ha studiato le modalità di contribuzione delle stesse alla filiera dell’eolico offshore. Ha esaminato tutti i profili dei lavoratori che fanno parte della nostra Agenzia, della Taranto Port Workers Agency, studiando quali sono i curricula di ognuno di questi e soprattutto le possibilità di ricollocazione all’interno della filiera. Quindi uno studio approfondito che ha messo in evidenza quanto importante sia far partire da subito il progetto dell’hub eolico offshore a Taranto”. Lo ha detto Giovanni Gugliotti – Presidente AdSP del Mar Ionio a margine della cerimonia di apertura a Taranto, della terza edizione di Offshore Wind Revolution, l’appuntamento internazionale dedicato allo sviluppo dell’eolico offshore.
“A Taranto serve che si possa consolidare quell’area che è stata candidata e poi scelta dal Governo come hub per l’eolico offshore, per capirci, la parte in radice del molo polisettoriale deve essere consolidata, cioè deve essere pronta a sopportare carichi maggiori rispetto a quelli dei semplici container, che sono ovviamente rappresentati dalle diverse componenti delle pale eoliche”, ha spiegato. “ Motivo per cui noi oggi abbiamo necessità che il Governo mantenga l’impegno originariamente preso, che il Ministero non si limiti a trasferire solo 13 milioni su 28, ma che nel 2027 contribuisca in maniera decisa, come dire, stanziando le ulteriori risorse perché noi abbiamo bisogno di 28 milioni per far partire la gara, per far partire i lavori di consolidamento della banchina, e questo è assolutamente indispensabile perché possa partire l’eolico offshore a Taranto”. Per Gugliotti si tratta di “ una sfida che abbiamo lanciato e che vogliamo vincere. Ci sono tutte le condizioni perché abbiamo, da un lato, delle aree che possano ospitare impianti di energia rinnovabile, così come tanti già ce ne sono realizzati e altri da realizzare sui nostri edifici. Intorno abbiamo operatori, abbiamo quartieri anche difficili e delicati, abbiamo tutto, va semplicemente messo in rete. Così come, accanto all’eventuale produzione di energia, abbiamo anche un notevole dispendio di energia legato a tutte le attività portuali che sono ovviamente energivore. Quindi mettere insieme tutto questo, secondo noi, può essere utile al territorio, ma può soprattutto fare di Taranto la prima esperienza di comunità energetica portuale in Italia”.