
Su quasi 1.500.000 controlli sono state registrate oltre 110.000 violazioni ambientali nel 2025, in calo i reati ambientali, mentre sono aumentati gli illeciti amministrativi. Questi i dati presentati da Legambiente nel suo rapporto Ecomafia, che analizza i fenomeni di illegalità ambientale registrati nel 2025 che scendono a 35.735, registrando un –12% rispetto al 2024, a fronte dei 1.460.611 controlli effettuati (+0,4%). Si tratta, di una media di 98 reati al giorno, 4,1 ogni ora con un ritorno ai livelli del 2023.
Al calo dei reati ambientali si affianca però l’aumento degli illeciti amministrativi: 77.895, con un +11,4% rispetto al 2024. Sommati ai 35.735 reati ambientali si arriva ad un totale di 113.630 violazioni (alla media di 311 al giorno, 13 ogni ora). Un fenomeno quello dell’ecomafia che comprende attività criminali molto diverse tra loro, accomunate dallo sfruttamento illegale dell’ambiente e delle sue risorse.
“Il 2025 è stato un anno caratterizzato da diverse norme in difesa dell’ambiente che abbiamo giudicato positivamente come ad esempio l’inasprimento delle sanzioni previste per i reati nella gestione dei rifiuti, dalle discariche abusive alle spedizioni illegali, diventati delitti e l’introduzione di quelli contro gli animali nel Codice penale”, spiega Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente citando anche il decreto legislativo di recepimento della Direttiva europea per la tutela penale dell’ambiente, che “contiene scelte importanti, come il nuovo delitto di commercio di prodotti inquinanti”. Tuttavia, ammette, “ci sono ancora molto norme che attendono di essere approvate e riviste, insieme al rafforzamento dei controlli ambientali e al contrasto all’abusivismo edilizio, che continua a essere un fenomeno grave e diffuso”. Per questo Legambiente torna a ribadire l’urgenza di un Piano nazionale di lotta all’abusivismo edilizio “non più rinviabile, il cemento illegale si contrasta con gli abbattimenti”.
Nel dettaglio, dal report emerge che Campania, Puglia, Calabria e Sicilia sono le regioni dove si concentra il 44,3% dei reati ambientali con Napoli che vede un +8,6% rispetto al 2024 e Salerno con 1.472 illeciti penali, anche qui in lieve rialzo (+11,4%), seguita da Palermo con 1.235 reati accertati e una crescita impressionante del +59,6%. Roma resta stabile al quarto posto (1.113). Preoccupa anche la crescita del numero dei clan mafiosi coinvolti e il fenomeno della corruzione: 393 i clan censiti in Italia dal 1995 al 2025 da Legambiente. Inoltre, dal 1° maggio 2025 al 30 aprile 2026, l’associazione ambientalista ha censito 75 inchieste giudiziarie su fenomeni di corruzione connessi ad attività con impatto ambientale, 1.066 le persone denunciate, 307 gli arresti e 151 i sequestri. Oltre la metà delle indagini, il 53,3%, ha riguardato le quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa.
A questo, si aggiunge il primato dei reati nella gestione illecita dei rifiuti, su cui le ecomafie puntano nel 2025 mani e interessi. Sono 10.914 gli illeciti (una media di quasi 30 al giorno) accertati in questa filiera che torna a guidare nel 2025 la classifica dei reati più commessi, non accadeva dal 2018. In forte crescita anche gli incendi agli impianti di gestione (76 nel 2025, +24,7%) Al secondo posto i reati nel ciclo cemento (abusivismo edilizio, violazioni penali in materia di urbanistica, cave illegali, tutela del paesaggio e appalti pubblici) con 8.034 illeciti (-41% rispetto al 2024, con una flessione dovuta anche alla forte contrazione del mercato dell’edilizia) e quelli contro gli animali che confermano il terzo posto (dal bracconaggio alla pesca illegale, dai traffici di specie protette a quelli di animali da affezione fino agli allevamenti) con 6.930 reati accertati (-4%). In crescita mel 2025 i reati degli incendi boschivi e di vegetazione (3.586, +10,7%), con oltre 90mila ettari andati in fumo. Diminuiscono i reati contro il patrimonio culturale (2.276 quelli accertati, -23%), una flessione che si ripercuote anche sui controlli (-8,5%) ma crescono in maniera esponenziale gli arresti per i traffici di opere d’arte e reperti archeologici (34 nel 2025 contro i 2 registrati nel 2024). In aumento l’illegalità nella filiera agroalimentare: 67.677 i reati e gli illeciti amministrativi (+46% rispetto al 2024), con una crescita del 109,1% del valore economico di sequestri e sanzioni, per 968 milioni di euro. Il quarto segnale riguarda il business illegale delle ecomafie, che nel 2025 vola a ben 11,5 miliardi di euro, contro i 9,3 miliardi del 2024, registrando un aumento del +2.2 miliardi, dovuto alla crescita della gestione illecita dei rifiuti, delle filiere agroalimentari e del mercato di specie protette.