Dopo mesi di attesa e rinvii, il Piano Transizione 5.0 entra finalmente nella fase operativa. Il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha firmato il decreto attuativo che disciplina il nuovo iperammortamento per gli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028. La firma del decreto non coincide ancora con l’apertura immediata delle domande. Restano infatti da completare i passaggi formali. Secondo le stime, le richieste dovrebbero aprirsi entro i primi giorni di giugno tramite la piattaforma del GSE.
“Tra le novità più rilevanti, emerge l’esclusione dei software cloud dal perimetro dell’agevolazione. Restano quindi fuori – sottolinea Fedele Santomauro, consigliere d’amministrazione della Cassa di previdenza dei ragionieri e degli esperti contabili – le soluzioni acquistate tramite canoni, abbonamenti o formule SaaS”.
“Il nodo riguarda la natura stessa di questi strumenti – prosegue Santomauro – secondo il Mef, i canoni cloud rappresentano costi di servizio e non beni immateriali ammortizzabili, risultando quindi incompatibili con il meccanismo dell’iperammortamento”.
Il nuovo testo, prevede che le comunicazioni richieste alle imprese salgono a cinque: preventiva, conferma dell’acconto minimo del 20%, completamento dell’investimento, comunicazione annuale entro il 20 gennaio e comunicazione integrativa entro il 30 giugno con piano di ammortamento e ripartizione del beneficio. La procedura sarà interamente gestita tramite il GSE. Confermati anche gli scaglioni, con maggiorazioni differenziate: 180% per investimenti fino a 2,5 milioni di euro; 100% per la quota tra 2,5 e 10 milioni; 50% per la quota tra 10 e 20 milioni.