Polizze catastrofali, scadenza a doppia velocità

Per la maggior parte delle micro e piccole imprese l’obbligo è scattato il 1° gennaio 2026

L’obbligo di assicurazione contro i rischi catastrofali entra nella fase operativa, ma non tutte le micro e piccole imprese seguono lo stesso calendario. Con il decreto approvato dal Consiglio dei ministri l’11 dicembre 2025, è stata introdotta una proroga limitata nel tempo e nel perimetro, che riguarda solo alcune attività.
“La proroga non è generalizzata. Il rinvio al 31 marzo 2026 – spiega Gianluca Buselli, consigliere d’amministrazione della Cassa di previdenza dei ragionieri e degli esperti contabili – riguarda esclusivamente ristoratori, imprese turistiche e della pesca. Tutte le altre micro e piccole imprese restano vincolate alla scadenza originaria”.
Salvo le attività espressamente indicate, dal 1° gennaio 2026 le micro e piccole imprese prive di copertura si trovano in una situazione di inadempimento. Un chiarimento importante riguarda inoltre il settore agricolo, che resta strutturalmente escluso dall’obbligo, come confermato anche dalle Faq del Mimit.
“Le polizze catastrofali non coprono indistintamente tutti i danni aziendali. Il perimetro – prosegue Buselli – è definito in modo puntuale e riguarda i beni strumentali iscritti tra le immobilizzazioni dell’attivo di bilancio: terreni e fabbricati, impianti e macchinari, attrezzature industriali e commerciali”.
L’obbligo può estendersi anche a beni non di proprietà, ma utilizzati a qualsiasi titolo, come nel caso di leasing o locazione, salvo che siano già assistiti da coperture assicurative equivalenti.
Dal punto di vista economico, la normativa consente la previsione di scoperti o franchigie, ma entro un limite massimo del 15% del danno.