Bruxelles rilancia con decisione la propria strategia per la neutralità climatica entro il 2050, mettendo nel mirino uno dei principali responsabili delle emissioni domestiche: le caldaie a metano.
Secondo le nuove linee guida della direttiva Case Green (EPBD – Energy Performance of Buildings Directive), stabiliscono che entro il 2040, le caldaie a metano dovranno sparire dalle case europee”.
Due le direttrici principali per raggiungere l’obiettivo. “La prima strada prevede la sostituzione delle caldaie con tecnologie alternative a basse o zero emissioni, come pompe di calore, solare termico o sistemi di teleriscaldamento. La seconda – sottolinea Fedele Santomauro, consigliere d’amministrazione della Cassa di previdenza dei ragionieri e degli esperti contabili – è la transizione verso combustibili rinnovabili, come biometano e idrogeno, in grado di alimentare gli stessi impianti senza ricorrere al metano”.
Secondo Bruxelles, se le reti distributive forniranno gas diversi dai combustibili fossili, le limitazioni previste dalla EPBD non si applicheranno più. In altre parole, sarà il contenuto del combustibile, più che l’impianto stesso, a determinare la conformità con gli obiettivi climatici.
“Il pacchetto normativo UE non si limita a vietare, ma punta anche a favorire la trasformazione dell’intero parco immobiliare europeo. I singoli Stati membri – conclude Santomauro – dovranno presentare entro la fine del 2026 dei piani di ristrutturazione nazionali, dettagliati e vincolanti, per avviare l’adeguamento degli edifici”.
Cruciale sarà inoltre snellire le procedure autorizzative legate ai permessi edilizi, soprattutto nei contesti condominiali.