
Cassa depositi e prestiti ‘riparte’ da 81 miliardi di risorse (+24%) per generare investimenti per 170 miliardi (+32%), anche grazie all’attrazione di capitali di terzi. Il nuovo Piano strategico 2025-2027 traccia una rotta ben precisa per il prossimo triennio, con cinque pilastri: Business, Advisory, Equity, Real Asset e Internazionale; e quattro priorità: Competitività, Coesione sociale e territoriale, Sicurezza economica e autonomia strategica e Just Transition. “Il nuovo Piano potenzierà la nostra azione come volano per lo sviluppo dell’Italia, con un significativo impatto a livello economico, sociale e ambientale”, assicura l’amministratore delegato, Dario Scannapieco.
Si parte dai dati del piano precedente, che ha portato i suoi frutti: per la prima volta gli utili sono andati oltre i 3 miliardi e gli obiettivi sono stati addirittura superati. Per i prossimi tre anni, quindi, l’asticella si alza ulteriormente. Di questi 170 miliardi di euro di investimenti da generare, oltre 70 miliardi sono destinati alle attività di Business, con circa 9 miliardi a sostegno dello sviluppo infrastrutturale e 11 miliardi per la Pa attraverso attività di finanziamento e gestione di risorse pubbliche. L’obiettivo per le imprese è 52 miliardi di volumi, facendo leva anche sulle sinergie con Simest.
Per quanto concerne l’Equity, il programma di investimenti è di 4 miliardi circa per sostenere le imprese in portafoglio e realizzare nuove operazioni in aziende strategiche e fondi. Tra il 2025 e il 2027, dunque, Cdp lancerà un nuovo programma di investimenti diretti a sostegno del rafforzamento competitivo di soggetti industriali con elevato potenziale di crescita e di aggregazione, con l’obiettivo di creare player italiani più capaci di competere a livello internazionale.
Un miliardo di euro è riservato al Real Asset, per interventi di rigenerazione urbana, sostegno al turismo e, in collaborazione con le Fondazioni bancarie, per l’ampliamento dell’offerta sul fronte dell’abitare sociale. Altro capitolo corposo è l’internazionalizzazione, 5 miliardi. In questo contesto i riflettori saranno accesi principalmente sull’Africa, per sostenere gli impegni del Piano Mattei, che Scannapieco definisce “illuminato”. Per il manager “saremmo sciocchi a non considerare la dinamica, a non curarci di questo territorio”, perché “entro il 2050 un abitante su 4 nel mondo sarà africano, con un età media di 25 anni, e la crescita del Pil nel 2024 è tra il 3,4 e il 3,7%, in crescita, con un forte fabbisogno di investimenti”.
Ci sono, poi, altri punti che Scannapieco chiarisce, durante la presentazione del Piano. A partire dalla partecipazione di Cdp alla rete ferroviaria dell’Alta Velocità, anche se tira il freno ai rumors: “L’amministratore delegato di Ferrovie dello Stato Italiane ha parlato di un potenziale intervento, ma non c’è un file su questo. Ciò non vuol dire che in futuro, se ci saranno condizioni, non lo valuteremo”. Chiarendo che Cassa investimenti nelle reti ferroviarie le ha fatte, ma “è cosa diversa da entrare nell’equity”.
La sostenibilità ricopre una fetta importante del nuovo Piano strategico triennale, ma con l’obiettivo di una “just transition”, ovvero “non fa prevalere l’ideologia sul pragmatismo”. Dunque, chiarisce Scannapieco, “una transizione attenta ai temi sociali, che non avvenga in maniera dannosa per la competitività e i sistemi economici, un punto anche del report di Mario Draghi”.