Il Consiglio dei ministri ha varato questa mattina un nuovo decreto carburanti per dare ossigeno a famiglie e imprese. La novità principale riguarda la proroga del taglio delle accise, misura che sarebbe scaduta il lunedì di Pasqua. Il provvedimento estende invece la riduzione fino al primo maggio. E non c’è solo il rifornimento stradale, visto che l’intervento tocca da vicino anche il settore primario.
Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, in conferenza stampa a Palazzo Chigi ha sottolineato la presenza anche di “un intervento mirato sulle aziende agricole, a cui viene esteso sostanzialmente il credito d’imposta del 20%”, previsto originariamente soltanto per le aziende della pesca. La premier Giorgia Meloni ha affidato ai social il suo commento. “Il quadro resta complesso”, per questo il Governo continuerà a monitorare con la massima attenzione l’evoluzione dello scenario internazionale. Secondo la presidente del Consiglio, l’intervento serve a proteggere famiglie, imprese e lavoro, dato che “è una misura necessaria per fronteggiare una fase particolarmente delicata, segnata da tensioni internazionali che stanno producendo effetti concreti sui costi dell’energia”. I numeri del decreto parlano di un impegno economico rilevante. “L’onere di questa misura è attorno ai 500 milioni”, ha precisato ancora Giorgetti. Per 200 milioni c’è l’autocopertura dall’incremento del gettito IVA, mentre per 300 milioni sono risorse recuperate sostanzialmente su quelle ETS CO2, “avendo premura di non toccare quelle che erano state originariamente destinate al sollievo degli energivori”.
Intanto i dati del Mimit confermano la pressione sui prezzi. Oggi la benzina self service sulla rete stradale è stabile a 1,763 euro al litro, mentre il gasolio tocca i 2,096 euro. In autostrada i listini salgono ancora, con il diesel a 2,137 euro. Il ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, ha definito il taglio delle accise un passo necessario “alla luce della particolare situazione in Medio Oriente”. Sulla stessa linea Francesco Lollobrigida, titolare dell’Agricoltura, che ha rivendicato il sostegno al settore primario. Per il ministro, il credito d’imposta di 30 milioni di euro per il carburante di marzo permetterà agli agricoltori di “attutire i rincari”, garantendo ai cittadini di poter scegliere la qualità dei prodotti italiani senza ulteriori aumenti.
Coldiretti ha accolto con favore la mossa, sottolineando che serve a salvare le semine primaverili visto che il gasolio agricolo è passato da 0,85 a 1,45 euro al litro. Aic e Legacoop Agroalimentare promuovono il decreto, ma chiedono stabilità. Per Giuseppino Santoianni (Aic) è un “segnale positivo” in una fase delicata, con il gasolio agricolo schizzato a “1,45 euro al litro”. Cristian Maretti (Legacoop) parla di “misure che tamponano” la crisi con l’Iran, auspicando ora interventi strutturali e segnali forti anche dall’Ue. Le critiche però non mancano, soprattutto dai consumatori. Il Codacons attacca spiegando che l’effetto dello sconto sulle accise è stato “totalmente annullato dai rincari alla pompa” e si aspettava un potenziamento della misura. Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, definisce “grave non aver alzato lo sconto sul gasolio”, che in molte regioni supera i 2,1 euro al litro. Anche Pasquale Russo di Confcommercio esprime malumore per il trasporto professionale, parlando di una categoria “prossima al collasso” senza misure specifiche.
Dure le reazioni politico, col Movimento 5 Stelle, che con una nota delle commissioni competenti definisce il decreto un “quarto inutile decretino in un mese e mezzo” e accusa il governo di inseguire gli eventi senza governarli. Stefano Patuanelli rincara la dose sui social, parlando di una “toppa temporanea e inutile” e accusa Giorgetti di voler solo “tirare a campare”. Anche Chiara Appendino punta il dito contro le priorità dell’esecutivo e definisce “ridicolo spendere per le armi e poco per il taglio strutturale delle accise”. Per Angelo Bonelli di Avs, infine, la Meloni è senza strategia e “porta l’Italia allo sbando e alla recessione economica”.