
Il governo conferma il taglio di 17 centesimi al litro, Iva compresa, sul gasolio, allungando i termini al 25 agosto. Il Consiglio dei ministri interviene per mitigare gli effetti dei rincari dei carburanti, che tornano a salire pericolosamente nonostante sia ancora in vigore il primo provvedimento approvato lo scorso 27 luglio.
Secondo i dati dell’Osservatorio sui prezzi del Mimit, infatti, il prezzo medio in modalità self service del diesel è schizzato a 2,1 euro al litro sulle strade nazionali e a 2,173 euro sulle autostrade. Una soglia di rischio che ha fatto scattare l’allarme a Palazzo Piacentini, Palazzo Chigi e al Mef, anche se il campanello d’allarme è suonato anche in altri ministeri che hanno la responsabilità di dare risposte a interi settori industriali, come l’Agricoltura e i trasporti.
Si aspettavano di più, però, le associazioni dei consumatori. Il Codacons esprime delusione per una misura che estendere “solo fino al 25 agosto il taglio delle accise sul gasolio, senza interessare la benzina”. Una proroga che “non interesserà l’intero periodo delle partenze estive degli italiani e lascerà scoperti i giorni più caldi, ossia il controesodo di sabato 29 e domenica 30 agosto, e in generale tutti i rientri successivi alla data del 25 agosto”. Codacons calcola, inoltre, che non intervenendo nuovamente sulla benzina il governo “penalizza oltre 17 milioni di cittadini che non godranno di alcun beneficio”. Del resto, anche sulla benzina l’attenzione è massima con un prezzo medio sulla rete stradale nazionale a 1,999 euro al litro da due giorni e di 2,084 euro sulle autostrade.
Nemmeno la scelta di confermare il taglio dei 17 centesimi al litro sul gasolio convince l’associazione, perché “nella realtà si è ridotto alla data odierna a 8,5 centesimi di euro al litro (8,2 cent in autostrada) a causa degli aumenti che si stanno registrando alla pompa. Oltre al danno la beffa, se le quotazioni del petrolio dovessero rimanere ai livelli attuali o scendere ulteriormente, i ribassi alla pompa saranno lentissimi”. Anche Unc si aspettava ben altro da Palazzo Chigi e Mef: un taglio di 29 centesimi sul gasolio, a cui affiancare un intervento pure sulla benzina con un taglio di 15 centesimi.
Ogni misura del genere, naturalmente, ha un costo. In questi giorni, in attesa di conoscere i dati sugli incassi dovuti all’extragettito Iva per l’aumento dei prezzi dei carburanti, una delle ipotesi che era circolata per recuperare risorse, era quella di aumentare le tasse su altri beni, come sigarette o alcol. Un deja-vu, per la verità, che già la settimana scorsa non aveva convinto Matteo Salvini e la Lega, i quali non hanno cambiato idea. Stavolta trovandosi sulla stessa lunghezza d’onda, ad esempio, del Condacons che bolla “l’ipotesi di finanziare il taglio delle accise aumentando i prezzi delle sigarette” una “semplice follia”.
Adesso i riflettori si spostano sugli impianti, dove materialmente si dovranno riscontrare i benefici della proroga del taglio. Sperando che l’estate non sia ancora più calda per gli italiani, che già soffrono la morsa del solleone e non avevano alcuna nostalgia della morsa dei rincari.