Eni, utile III trimestre vola a 2,8 mld. Descalzi: “Price cap carburanti sino a fine anno”

I conti del Cane a sei zampe confermano la crescita. Dividendo straordinario di 0,46 euro per azione in arrivo a dicembre per gli azionisti

Anche il terzo trimestre dell’anno conferma gli “eccellenti risultati” della strategia di Eni. L’utile vola a 2,8 miliardi di euro, oltre il 50% in più nel confronto con lo stesso periodo del 2025, che diventa +70% (6,44 miliardi) su base annua, considerando i mesi da gennaio a settembre.

L’amministratore delegato del Cane a sei zampe, Claudio Descalzi, attribuisce i meriti alla “forza del nostro modello operativo” e ai “selettivi investimenti nel nostro portafoglio ampiamente diversificato di asset competitivi”. Tra queste, aggiunge il manager, “nel corso del trimestre abbiamo accelerato una serie di iniziative rilevanti in Sud America, Africa e Sud-est asiatico, che sosterranno la crescita e la generazione di cassa per gli anni a venire”. Dall’attività di esplorazione, solo nel 2026, “abbiamo scoperto 1,23 miliardi di barili di nuove risorse di idrocarburi, un risultato ampiamente superiore al nostro obiettivo di budget, riducendo al contempo i costi. Oltre alla crescita nell’upstream e ai risultati stabili nelle nostre attività gas, power e nella raffinazione, stiamo conseguendo performance superiori alle nostre aspettative nei business della transizione”

Il successo porta vantaggi soprattutto agli azionisti, perché Eni aumenta ulteriormente la distribuzione “con un dividendo straordinario di 0,46 euro per azione, pagato nel quarto trimestre e incrementiamo nuovamente il buyback a 3,8 miliardi, evidenziando il nostro impegno a condividere la crescita con gli azionisti”, annuncia ancora Descalzi. Che in un colloquio con alcuni quotidiani anticipa: “Sicuramente avremo un tetto fino a fine anno, dobbiamo solo ragionare sui prezzi“.

Anche nella call con gli analisti viene toccato il tema del price cap sui carburanti. “In termini di stime riteniamo che, nelle attuali condizioni di mercato e ipotizzando il livello osservato finora, l’impatto in un trimestre si attesterà nell’ordine di alcune centinaia di milioni”, mette in luce il Chief Transition & Financial Officer di Eni, Francesco Gattei. C’è, però, una ratio in questa scelta: “Per noi fare impresa significa gestire una strategia volta a perseguire un valore sostenibile e a lungo termine. Quindi, crediamo che le aziende abbiano una responsabilità sociale. Non possiamo essere un’azienda che vive in una sorta di bolla al di fuori del mondo reale. Dobbiamo essere realistici e pensare che sostenere i clienti sia una priorità”, sottolinea Gattei.

Del resto i numeri permettono al Cane a sei zampe di perseguire determinate policy. La previsione per il 2026 è di un rialzo della stima di crescita della produzione oil&gas su base omogenea “in un intervallo compreso tra 6 e 7%”. Così come nel terzo trimestre dell’anno la produzione di idrocarburi è stata di 1,83 milioni di barili al giorno, con un aumento del 4% rispetto al terzo trimestre 2025, grazie soprattutto alla “entrata a regime di giacimenti in Congo e Messico e di un maggiore contributo di Indonesia/Malesia grazie alla piena operatività della joint venture Searah”.

A tutti questi dati si aggiungono, poi, altri due fattori: “Stiamo generando un forte flusso di cassa e riducendo il nostro indebitamento al livello più basso di sempre”, dice Gattei agli analisti. Preannunciando che “per quanto riguarda gli investimenti, è presto per parlare del Capital Market Day: inizieremo a lavorare nelle prossime settimane sul piano che presenteremo l’anno prossimo”.