Eni, calo prezzi di petrolio e gas pesa sui conti. Descalzi: “Nel 2023 risultati eccellenti”

Nonostante lo scenario incerto il gruppo chiude l’anno con numeri solidi: nel quarto trimestre 2023 utile ante imposte pari a 15,1 miliardi.

Con un quadro complessivo che continua a essere segnato dall’incertezza, anche per via della persistente flessione dei prezzi del petrolio (che nel quarto trimestre dell’anno hanno lasciato sul terreno un 5% rispetto al quarto trimestre del 2022) e del gas (-57% in Europa) negli ultimi mesi, Eni ha registrato nel quarto trimestre 2023 un utile ante imposte pari a 15,1 miliardi (mentre sul trimestre l’asticella si attesta a 3,2 miliardi a fronte dei 4,3 miliardi dello stesso periodo del 2022). L’utile operativo proforma adjusted è sceso a 17,8 miliardi nel preconsuntivo 2023 (-30% rispetto all’anno prima) e a 3,8 miliardi nel quarto trimestre (-25%).

L’ utile netto adjusted, depurato cioè delle partite straordinarie, si attesta a 8,3 miliardi in calo del 38% rispetto all’anno prima a causa dell’indebolimento dei prezzi, mentre sul trimestre l’asticella si attesta a 1,6 miliardi a fronte dei 2,5 miliardi dello stesso periodo del 2022 (-34%). L’utile netto è pari a 4,7 miliardi (-66%), sul quarto trimestre il dato è di 149 milioni (in diminuzione del 76%).

Il 2023 è stato per Eni un altro anno di eccellenti risultati, nonostante uno scenario incerto e volatile. Abbiamo conseguito ottimi risultati sia finanziari che operativi, progredendo nella nostra strategia di creazione di valore, di decarbonizzazione e di contestuale garanzia di stabilità e affidabilità delle forniture energetiche. Il nostro modello satellitare distintivo si conferma un’efficace leva nell’accelerazione della crescita di valore, contribuendo alla nostra performance in modo sostanziale”, ha commentato l’ad Claudio Descalzi che si concentra sui recenti traguardi centrati dal gruppo. “Abbiamo recentemente finalizzato l’acquisizione di Neptune che, con il suo portafoglio prevalentemente a gas, e sinergico ai nostri asset in Nord Europa, Indonesia e Nord Africa, costituirà un elemento chiave per i nostri piani di sviluppo. Nel 2023 abbiamo avviato nel rispetto dei tempi e dei budget i due rilevanti progetti Baleine in Costa d’Avorio e Floating GNL Congo (fase 1). Grazie agli straordinari successi esplorativi in Indonesia e in altre geografie abbiamo confermato la nostra leadership nel settore; al tempo stesso abbiamo conseguito il massimo livello di produzione rispetto all’intervallo obiettivo annunciato”. Inoltre,Il settore GGP ha realizzato risultati record facendo leva sulla qualità del portafoglio, azioni di ottimizzazione e favorevoli accordi contrattuali”.

Quanto all’andamento dei vari business, “il settore Ggp (gas, ndr) ha realizzato risultati record facendo leva sulla qualità del portafoglio, azioni di ottimizzazione e favorevoli accordi contrattuali – ha proseguito Descalzi -. La realizzazione di progetti a gas e a contenute emissioni è solo un aspetto del nostro piano di transizione, che ci vede anche impegnati nell’aumentare in maniera rilevante la presenza nel settore delle nuove energie. Enilive, attiva nei business dei biocarburanti e dei servizi di mobilità, ha ampliato la propria presenza internazionale attraverso l’acquisizione della partecipazione del 50% nella bioraffineria di Chalmette negli Stati Uniti e l’accordo di joint venture con LG Chem per la realizzazione di un nuovo impianto in Corea del Sud”.

Infine, Plenitude, ha spiegato,  “ha raggiunto i 3 gigawatt di capacità rinnovabile. Entrambi i business già adesso assicurano un contributo economico di circa 1 miliardo di ebitda ciascuno. Attraverso il recente accordo per l’ingresso nel capitale di Plenitude di un investitore istituzionale, abbiamo dato visibilità al valore di questo business stimato in circa 10 miliardi di euro rafforzando l’accesso a mezzi finanziari incrementali a sostegno dei nostri piani di crescita”.