Ia, Tajani: Opportunità da guidare, costruire meccanismi di controllo reciproco

“Ci troviamo agli albori di una rivoluzione tecnologica che sta già trasformando il nostro modo di vivere, di lavorare, di produrre e di prendere decisioni. È la rivoluzione dell’intelligenza artificiale. Le grandi invenzioni del passato hanno impiegato secoli per trasformare il mondo; l’intelligenza artificiale lo sta facendo nel giro di pochi anni. Chi controlla queste tecnologie godrà di un vantaggio enorme rispetto a chi rimarrà indietro. Il rischio è che emergano nuove disuguaglianze, nuove dipendenze, nuove concentrazioni di potere o addirittura nuove forme di dominio”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani nel suo discorso all’Assemblea Onu a New York ricordando che “intere professioni potrebbero scomparire o trasformarsi; falsificare e manipolare la realtà diventerà sempre più facile; sistemi automatizzati che operano senza supervisione umana potrebbero portare a decisioni estremamente pericolose”. Il vicepremier cita Papa Leone XIV, nell’enciclica Magnifica Humanitas, in cui “ci ha ricordato che nessun algoritmo può sostituire la coscienza umana e che qualsiasi tecnologia capace di colpire senza vedere il volto dell’altro abbassa la soglia morale del conflitto. L’Italia condivide questa visione. Tuttavia, governare l’innovazione non significa demonizzarla”. L’intelligenza artificiale spiega Tajani “può aprire possibilità oggi inimmaginabili, ad esempio in medicina, nella ricerca, nell’istruzione, nella produzione industriale e nella tutela dell’ambiente. Ogni grande progresso tecnologico ha generato timori, ma ha anche creato opportunità e, nel tempo, maggiore prosperità. Tornare indietro non è né possibile né auspicabile, ma non possiamo nemmeno affidare il nostro futuro a una tecnologia priva di regole. Non abbiamo bisogno di gabbie burocratiche che solo alcuni sono in grado di rispettare. Serve un equilibrio tra trasparenza, supervisione, sicurezza e tutela della proprietà intellettuale. Dobbiamo condividere i benefici dell’innovazione e costruire meccanismi di controllo reciproco”.