Donald Trump sta “seriamente valutando” la possibilità di ritirare gli Stati Uniti dalla Nato. In un’intervista al Telegraph il presidente americano ha definito l’Alleanza, una “tigre di carta” e “anche Putin lo sa”. Dopo gli avvertimenti di ieri all’Europa, colpevole secondo Trump di non essere stata d’aiuto nella guerra contro l’Iran, soprattutto non fornendo basi militari agli Usa (“se la Francia o altri vogliono il petrolio se la cavino da soli”, ha tuonato sui social), minacce agli alleati arrivano anche dal segretario di Stato Marco Rubio: “Dopo la fine della guerra rivedremo le nostre relazioni con la Nato”. “Credo che purtroppo non ci siano dubbi sul fatto che, una volta terminato questo conflitto, dovremo riesaminare questa relazione. Dovremo riesaminare l’interesse che presenta la Nato per il nostro Paese nel quadro di questa alleanza”, ha detto a Fox News. Stasera il tycoon terrà un discorso sull’Iran, ma intanto torna a dare una scadenza alla fine della guerrà: “sarà in 2-3 settimane”.
In difesa della Nato, è intervenuto il premier britannico Keir Starmer definendo l’Alleanza militare “più efficace al mondo”. Interrogato in merito alle dichiarazioni di Trump, il leader laburista ha affermato che il Regno Unito è “pienamente impegnato” nei confronti dell’alleanza. “A prescindere dalle pressioni esercitate su di me e sugli altri, a prescindere dal clamore, agirò nell’interesse nazionale britannico in tutte le decisioni che prenderò”, ha assicurato poi Starmer ai giornalisti.
Sul campo di battaglia, intanto, un incendio è esploso all’aeroporto internazionale in Kuwait, causato – fanno sapere le autorità – da un attacco di droni iraniani. Raid anche a Beirut, dove l’Idf ha riferito di aver ucciso un alto rappresentante di Hezbollah.
Secondo il Wall Street Journal gli Emirati Arabi Uniti sarebbero “pronti a scendere in campo per forzare Hormuz”. Sulla navigabilità dello Stretto, Starmer ha annunciato che il Regno Unito ospiterà questa settimana un vertice multinazionale con circa 30 Paesi dedicato alla sicurezza. L’iniziativa punta a coordinare la protezione delle rotte commerciali globali a fronte del conflitto in Medio Oriente, ha sottolineato il premier in un intervento a Downing Street. Intanto Teheran manda un messaggio di sostegno alle azioni di Hezbollah.