Iran, accordo siglato ‘online’. Trump: “Hormuz completamente aperto da venerdì gratis”

C’è la firma digitale del presidente americano, Vance e Ghalibaf sull’intesa. Trump: "Teheran ha accettato no ad arma nucleare"

Donald Trump Usa

Il giorno dopo l’accordo di pace tra Stati Uniti e Iran, mentre crolla il prezzo del greggio e volano le borse, i nodi da sciogliere sono ancora molti. Uno su tutti, lo stretto di Hormuz che per Donald Trump sarà completamente aperto da venerdì “senza alcun pedaggio”, mentre per Teheran ci saranno tariffe “per i servizi marittimi” dopo i primi 60 giorni. Resta il rebus del nucleare, su cui per il presidente Usa gli iraniani hanno accettato di non avere un’arma, mentre il  portavoce del ministero degli Esteri   Esmaeil Baqaei fa filtrare una certa “sfiducia” verso Washington. E rimane anche la situazione in Libano, con Israele che continua a bombardare la zona a sud di Beirut, Teheran che continua a ribadire la necessità di un cessate il fuoco perché l’accordo con gli Usa sia valido, e Trump che si dice “ottimista” verso una soluzione.

Alla firma dell’intesa, prevista venerdì 19 giugno a Ginevra, sarà presente JD Vance –che conferma “ci sarò” – ma da parte iraniana c’è ancora incertezza: “Mi aspetto Ghalibaf o Aragachi”, ha affermato il vicepresidente Usa. Lo stesso Trump ammette che potrebbe già essere partito alla voglia degli Stati Uniti al termine del G7 di Evian. L’accordo, diramano fonti americane, è di fatto già stato siglatp ‘online’ da Trump stesso, dal vicepresidente J.D. Vance e dal presidente del Parlamento iraniano e capo negoziatore, Mohammad Bagher Ghalibaf.

Intanto si muovono le prime petroliere a Hormuz. “Autorizzo pienamente la riapertura dello Stretto di Hormuz senza tariffe di transito e, contemporaneamente, l’immediata revoca del blocco navale statunitense”, ha dichiarato in mattinata Trump, aggiungendo che tale apertura sarebbe entrata in vigore “non appena l’accordo sarà firmato venerdì, al fine di consentire lo sminamento”. Dal canto suo, Teheran ha sottolineato “la fine immediata e definitiva della guerra e delle operazioni militari su tutti i fronti, compreso il Libano”, come affermato dal viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi alla televisione di stato. “I negoziati inizieranno entro sessanta giorni con l’obiettivo di raggiungere un accordo definitivo”, ha specificato.

Sebbene il documento concordato tra Washington e Teheran non sia stato reso pubblico, Kazem Gharibabadi ha elencato quattro punti per le prossime discussioni: la revoca delle sanzioni contro l’Iran, la questione nucleare, la “ricostruzione” e lo “sviluppo economico” del Paese e “l’istituzione di un meccanismo di monitoraggio” degli impegni assunti. Il presidente americano ha indicato che un aspetto dei negoziati riguardava l’accettazione da parte dell’Iran di una moratoria di 20 anni sull’arricchimento dell’uranio, suggerendo al New York Times che si potesse raggiungere un accordo di 15 anni. Secondo una fonte anonima dell’agenzia di stampa iraniana Fars, le tariffe marittime per lo Stretto di Hormuz sono state aggiunte all’accordo all’ultimo minuto. “L’uso del termine ‘servizi marittimi’ significa che gli Stati Uniti hanno acconsentito al pagamento di tariffe all’Iran”, ha affermato Fars.

Il ministro della Difesa israeliano  Israel Katz  ha affermato che “Israele non si ritirerà dalle zone di sicurezza in Libano”, sottolineando che lo Stato ebraico deve “garantire di avere la capacità di agire in modo indipendente per impedire all’Iran di acquisire armi nucleari”. Un funzionario libanese ha dichiarato all’Agence France-Presse che il Libano non è stato informato dell’accordo tra Iran e Stati Uniti. Inoltre, l’esercito libanese sta chiedendo agli abitanti dei villaggi al confine con Israele di attendere prima di tornare a casa, nonostante l’accordo tra Washington e Teheran volto a porre fine alla guerra in Medio Oriente, Libano compreso.