Tregua fra Israele e Iran dopo intervento Trump. Netanyahu: “Pronti a difenderci”

Il tycoon invita le parti a "cessare immediatamente di sparare" e telefona al primo ministro israeliano

Una nuova telefonata fra il presidente Usa Donald Trump e il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu mette quantomeno in pausa ore di tensione e attacchi incrociati fra Israele e Iran. “Israele e Iran devono cessare immediatamente di sparare”, aveva scritto il tycoon su X. E infatti, poco dopo il colloquio, Israele annuncia la sospensione degli attacchi contro l’Iran. E la stessa decisione arriva dai pasdaran. Così anche il prezzo del petrolio, che in mattinata era schizzato a 97,7 dollari al barile, torna a scendere sotto i 94. La tregua, però, rimane delicatissima. A fare il punto della situazione è il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, che in un video diffuso su X spiega come “al momento il fuoco su questo fronte è cessato”, ma “se il regime del terrore commetterà l’errore di tornare ad attaccarci, reagiremo con forza, perché Israele ha il pieno diritto all’autodifesa e lo eserciteremo per quanto necessario”. Un messaggio che Netanyahu conferma di aver recapitato anche al suo “amico” Trump.

La tensione era salita dopo che Israele aveva reagito nelle prime ore del mattino agli attacchi missilistici lanciati ieri dall’Iran, tutti intercettati dai sistemi di difesa di Teheran. L’esercito israeliano ha dichiarato di aver colpito “obiettivi nell’Iran occidentale e centrale”. Dopo 100 giorni di guerra e due mesi di cessate il fuoco già molto fragile, la regione rischia di esplodere nuovamente, nonostante il presidente statunitense Donald Trump insista nel voler negoziare un accordo con Teheran. Gerusalemme si è svegliata al suono di esplosioni, mentre risuonava l’allarme aereo e l’esercito segnalava un’altra salva di missili iraniani diretti verso la città, la terza in meno di 24 ore. Poche ore prima, esplosioni erano state udite a Teheran e nelle città di Tabriz e Isfahan, come annunciato dalla televisione di stato iraniana contemporaneamente all’annuncio da parte dell’esercito israeliano di aver bombardato l’Iran con la propria aviazione. L’Iran aveva avvertito che avrebbe colpito “con forza” in risposta al lancio di due salve di missili contro Israele.

Si è trattato del primo lancio di missili da parte dell’Iran contro Israele dal cessate il fuoco dell’8 aprile. Ma i negoziati tra Washington e Teheran sono da allora in una fase di stallo e non sembra esserci una fine in vista per una guerra che ha travolto il Medio Oriente e scosso l’economia globale. L’Iran e gli Stati Uniti si sono già scontrati diverse volte negli ultimi giorni intorno allo Stretto di Hormuz. Secondo Axios, domenica sera Donald Trump aveva già parlato con Netanyahu per dissuaderlo da ritorsioni e per evitare di compromettere un potenziale accordo con Teheran. “Siamo sul punto di concludere un accordo definitivo con l’Iran. Sarà un buon accordo. Non voglio che fallisca a causa di quello che sta succedendo ora”, avrebbe detto il presidente degli Stati Uniti al giornalista di Axios Barak Ravid, che ha affermato di aver parlato con lui telefonicamente. Secondo Trump, i due leader avevano già avuto un acceso scambio di battute qualche giorno prima, durante il quale aveva espresso il suo disappunto per l’offensiva israeliana in Libano.

Intanto , rimangono molti punti critici in vista di un possibile compromesso, sia per quanto riguarda il Libano, sia per il controllo dello Stretto di Hormuz, la questione del programma nucleare iraniano e delle sue scorte di uranio altamente arricchito, nonché il destino dei beni iraniani congelati all’estero a causa delle sanzioni. Nelle ultime ore sono proseguiti i negoziati.